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LE PAGELLE – Rosati, Olivera e Di Michele: il buono, il brutto e il cattivo. De Canio la mente dietro il trionfo

GENOVA – Dallo stadio Marassi i salentini escono a mani piene con tre punti d’oro. Prestazione superba della formazione di De Canio che lascia al palo i blucerchiati (eguagliato il loro record negativo di cinque sconfitte consecutive in casa, ndr) – e con i goal di Di Michele e Olivera piega le gambe ad una Sampdoria sospinta solo dai nervi.

Rosati 7.5: Monumentale, si schiera tra i pali del Ferraris e decide che i suoi compagni di squadra devono passare una domenica – difensivamente parlando – tranquilla. La doppia parata su Guberti e Maccarone può essere la copertina di questo pomeriggio genovese.

Fabiano 7: Il centrale brasiliano dirige la difesa come un vigile preciso ed impeccabile. Nel gioco aereo risulta insuperabile.

Giacomazzi 7: Due anni fa a Marassi – ultima di campionato contro il Genoa – giocò centrale difensivo. Oggi a distanza di 23 mesi si piazza tra Fabiano e Tomovic asfissiando la manovra genovese. Esemplare anche fuori ruolo.

Tomovic 7: Aveva parlato di derby – lui, di proprietà del Genoa – ed ha mostrato in campo tutta la tenacia e la grinta serba. Fa passare a Maccarone novanta pessimi minuti.

Vives 7: Il mediano di Napoli è ovunque. Fa ripartire l’azione, si schiaccia sulla linea dei difensori, si propone in fase conclusiva. Andrea Ardito qualche giorno fa – ai nostri microfoni – aveva parlato di Giuseppe come di un calciatore sottovalutato, senza di lui in mediana sarebbero pomeriggi grigi, chiedere a Palombo e Poli.

Mesbah 6.5: Terra bruciata sulla sinistra, ad ogni accelerazione la doria scricchiola paurosamente.

Olivera 7.5: Sette giorni fa aveva rifiatato con l’Udinese e ci aveva pensato Bertolacci, oggi riprende le redini del gioco e segna anche il goal vittoria contro la sua ex squadra. In estate era arrivato a parametro zero e risulta uno dei migliori colpi del Lecce.

Munari 6.5: Nel 3-5-2 lui e Mesbah sono i pistoni che muovono la locomotiva giallorossa. Percussioni e recuperi difensivi: se non ci fossero bisognerebbe inventarli.

Bertolacci 6: Forse sente un po’ di pressione, dopo l'exploit di sette giorni fa e la convocazione nell'Under 21. Si muove tra le linee, ma è ben marcato.

Jeda 7: Le ultime due partite riconsegnano lo Jeda visto nelle ultime stagioni. Tonico, vivace e pimpante, fa da elastico tra centrocampo e attacco. Catalizza su di sè i difensori liberando il genio di Di Michele.

Di Michele 7.5: Il goal di furbizia/rapina e l’assist ad Olivera per il raddoppio sono da cineteca. Trentacinque anni e non sentirli, Re David è il condottiero di questa squadra.

Cambi:

Donati 6: Prezioso per stoppare gli attacchi doriani nel secondo tempo. Non si fa intimorire.

Grossmuller 5.5: Lento e macchinoso, quando entra sembra più stanco di Vives che ha corso e giostrato la manovra per 77 minuti.

Chevanton s.v.: Giusto pochi minuti. Ma, da sottolineare che la punta uruguagia è il primo giocatore ad andare sotto alla curva ad accogliere l’ovazione della squadra.

DE CANIO 8: 3-5-2 è l’invenzione che sta cambiando la stagione al Lecce. Non lascia nulla al caso e anche senza centrali trova un Giacomazzi versione Baresi, infonde calma e sicurezza. La strada per il miracolo è quella giusta.