IL PAGELLONE DI FINE STAGIONE – Dal Via del Mare al Bentegodi: tutti i voti di una rincorsa (quasi) completata…
Dall’Udinese al Chievo Verona. Un viaggio lungo nove mesi che ha portato il Lecce in giro per tutta l’Italia, alla rincorsa di un quart’ultimo posto rimasto miraggio per l’intera piazza salentina. Ora a pochi giorni dalla fine del countdown il futuro leccese è intriso di passione dei tifosi, rammarico dei calciatori e tremendi dubbi per quanto concerne il futuro societario. La famiglia Tesoro resta alla finestra, così come i deferimenti…
LA SQUADRA
PORTIERI
BENASSI 7.5: Una stagione superlativa per l’uomo mascherato. MaxBat si è ritrovato a 30 anni titolare in massima serie, riuscendo ad attirare l’interesse, perfino, di Prandelli. Una colonna portante da cui ripartire anche in Serie B. Spettacolare nella sfida, al Via del Mare, contro l’Inter, ma ha sempre mantenuto un alto livello di prestazioni.
JULIO SERGIO 5: Arrivato per essere il numero 1 leccese ha perso la bussola e il posto. Apparso lontano anni luce dalla condizione di Roma, ha arrancato per tutta la stagione, meditando anche la fuga in Brasile.
GABRIELI 6: Risponde pronto quando Benassi e Julio Sergio non ci sono. L’esordio, dal primo minuto, a San Siro non è fortunato, quattro goal, ma nonostante la giovane età regge bene alla pressione.
PETRACHI 6: Una presenza anche per lui. Fedelissimo terzo portiere giallorosso.
DIFENSORI
BRIVIO 6.5: Inizio in sordina per l’ex Vicenza, ma quando parte Mesbah è espoloso. Il Roberto Carlos del Salento incanta per corsa, cross e punizioni al fulmicotone. Visto sia come terzino che come esterno di centrocampo, senza dimenticare che ha giocato anche da centrale nella difesa a tre.
CARROZZIERI 5: Arrivato per essere il leader naturale della difesa, ha giocato a sprazzi per via dei suoi continui infortuni. Quando ha indossato la sua casacca numero 80 non ha sfigurato, ma il contributo resta minimo per via delle scarse presenze.
DIAMOUTENE s.v.: La fuga in Bulgaria dopo un altro inizio di stagione travagliato.
ESPOSITO 6: Alti e bassi per il Gigante di Galatina. Il centralone è tornato titolare dopo anni di oblio trovando giornata dopo giornata la condizione. Non ha mai fatto mancare il suo apporto, mettendoci anche la faccia, vedasi contro il Chievo all’andata.
FERRARIO 4.5: Volato via a gennaio. La brutta copia di quello visto lo scorso anno e per mezza stagione in B. Lento, impacciato e sfilacciato. Una vera delusione.
MIGLIONICO 6: Arrivato tra i dubbi di tutti, ha reso più solida la difesa leccese. Nelle ultime giornate ha avuto problemi di cartellini e fisici, ma nel complesso resta un ottimo innesto anche in vista della serie cadetta.
ODDO 4: Lascia la squadra per l’ultima partita per tornare a Milano. Questo è il biglietto da visita di una pessima stagione per il Campione del Mondo. Sempre in affanno e con un piede arrugginito, anche se intorno a febbraio/marzo sembrava aver ingranato…
TOMOVIC 6.5: Dove lo metti sta. Un portento per grinta, corsa e cattiveria agonistica, non molla mai e aiuta i compagni quando sono in difficoltà. Ha avuto qualche problema a entrare nei panni del difensore centrale, ma una volta ambientato ha dato picchi d’eccellenza.
CENTROCAMPISTI
BERTOLACCI 5.5: Il goal alla Juventus e qualche partita di spessore, ma gli è mancato il passo, in avanti, che doveva avere in questa stagione. Di Francesco non ha voluto affidargli le chiavi del centrocampo, mentre Cosmi non ha creduto in lui fino in fondo. Classe ’91, avrà tempo per rifarsi.
BLASI 6: Cosmi voleva ed ha ottenuto un mastino. Sempre pronto alla battaglia, non ha mai lesinato le sue gambe e la sua grinta. Un vero scudiero dell’uomo del fiume.
CUADRADO 6: Poteva essere qualcosa in più, ma il finale di stagione lascia perplessi. Ha trovato la sua dimensione, il goal al Siena su tutto, per poter giocarsi la Champions con la maglia dell’Udinese. Un vero ottovolante della fascia.
DELVECCHIO 6: L’uomo in trincea, ma con qualche zavorra di troppo. Ha creato bunker in ogni minuto giocato, ma lo smalto della prima esperienza giallorossa è un ricordo sbiadito.
DI MATTEO s.v.: Poche opportunità di mettersi in mostra. Sembra ancora lontano dall’essere competitivo nel campionato più agonistico del mondo.
GIACOMAZZI 7: Trentaquattro primavere, ma sempre il capitano di ogni battaglia. Pronto a metterci la faccia e la gamba, un portento per resistenza, gestione di gioco e pressione. Ha avuto qualche momento di stop, ma sempre pronto a ripartire.
GIANDONATO s.v.: Scampoli di partita.
GROSSMULLER 5: Vero oggetto misterioso del campionato giallorosso. Con Di Francesco sembrava l’anima del gioco, con l’arrivo di Cosmi è andato sotto formalina.
MESBAH 5: Il vero errore è stato quello di non cederlo nella scorsa estate. Ha giochicchiato fino all’arrivo di gennaio per la destinazione più attesa, Milano rossonera…
OBODO 5.5: Era qualche stagione che non giocava tutta un’annata. Ha reso a blocchi, alcune volte bene, alcune volte male. Ma anche lui non si è mai lesinato.
OLIVERA 5: Dopo una stagione da autentico trascinatore ha giocato, fino alla sessione invernale del calciomercato, senza l’ardore della passata annata. Lento nell’impostare, scarso in fase di copertura, poi Firenze…
PIATTI 4.5: Undici presenze, di cui otto con Di Francesco. Definirlo delusione sarebbe riduttivo…
STRASSER 5: Inizio promettente. Di Francesco gli affida il centrocampo e il buon Rodney ci mette tanta corsa. Poi si appanna, si infortuna e si nasconde nel pacco che porta Mesbah al Milan. Il gol al Novara non basta per salvare una stagione da meteora.
ATTACCANTI
BOJINOV 5.5: Il ritorno del bulgaro all’ovile. Una forma fisica che difetta e ricercato per lunghi mesi. Un solo acuto contro la Lazio che ha tenuto accesa la speranza. Ci si aspettava sicuramente un maggior apporto dal numero 10.
CORVIA 5: La Serie A sembra nuocergli. Un solo goal, a Catania, e giornate intere in panchina. Un anno orribile per lui. Torna in B, la categoria dove ha sempre fatto sfracelli.
DI MICHELE 7.5: Lui e Benassi sono il cuore e il cervello del Lecce. Uomo copertina e protettore del gruppo. Ha superato quota dieci in campionato, undici per esattezza, giocando per la squadra e mai per la giocata fine a se stessa. Anche a Verona, finita la gara, ha guidato i suoi compagni sotto la curva giallorossa.
MURIEL 6.5: Un talento è esploso a Lecce. Ha augurato ai salentini di tornare presto in A, con lui che andrà a Udine per consacrarsi come uno dei migliori talenti del calcio italiano. La doppietta alla Roma e tutto il suo talento difficilmente se il scorderanno nel tacco d’Italia.
OFERE s.v.: Chi l’ha visto?
PASQUATO 5.5: Preso in estate per non giocare. Trequartista naturale, hanno provato a snaturarlo in un modo distante anni luce dal suo estro. Un solo momento top, il cross per il pari di Di Michele contro il Chievo all’andata.
SEFEROVIC 6: Classe ’92 ha dimostrato sfrontatezza e voglia di fare. Il Lecce deve confermalo, il mezzo svizzero mezzo bosniaco ha un futuro roseo davanti a sè.
All. DI FRANCESCO 4.5: Contro il Milan all’andata ha dimostrato tutta il suo repertorio. Un buon gioco, condito da potenziale, ma una fragilità immensa. Da lì in poi la squadra ha sbandato fino al suo addio sotto la pioggia di Napoli. Il Lecce va in B per il suo pessimo inizio, ma avrà modo di rifarsi.
All. COSMI 7.5: La rivoluzione (quasi) compiuta di Serse. Potrebbe essere il titolo del libro sulla sua stagione leccese. Dalla panchina contro la Lazio, con quei minuti seduto da solo dopo la sconfitta alle lacrime sotto la curva Nord del Bentegodi. Lecce lo acclama, la ricostruzione deve ripartire da lui.
