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in foto: Trinchera, Gotti e Corvino
copyright: SalentoSport

LECCE – Gotti: “Chi non perderà la testa, arriverà in fondo”. Corvino spiega il congedo a D’Aversa

È il giorno di Luca Gotti. Il neo allenatore del Lecce è stato presentato, poco fa, in sala stampa “Sergio Vantaggiato” al “Via del Mare”, accompagnato dal ds Stefano Trinchera e dal dt Pantaleo Corvino, che ha preso per primo la parola.

CORVINO“Nelle ultime ore ci siamo trovati davanti due situazioni improvvise da risolvere. La prima, i fatti di domenica, ci hanno portato, come società, a prendere decisioni inaspettate. La seconda, abbiamo dovuto cercare un nuovo allenatore. Innanzitutto ringrazio, a nome del Lecce, il tecnico D’Aversa per essere stato all’altezza del compito affidatogli, come all’altezza sono stati gli altri tecnici che sin qui abbiamo scelto. Baroni, che nelle prime giornate era considerato non all’altezza, ha vinto la Serie B e si è salvato in Serie A. D’Aversa, sino ad oggi, non è mai stato tra le ultime tre della classifica. In 66 partite di A negli ultimi due campionati, non siamo mai stati nelle ultime tre. E siamo una neopromossa, con soli quattro mercati a disposizione e con un monte ingaggi di 8,5 milioni. Non so da quanto tempo il Lecce non faceva due anni in A di fila, forse dalla mia ultima gestione. Sono venuto qui lasciando due anni e mezzo di contratto, l’ho fatto per la mia terra, per fare il massimo con un monte ingaggi con cui non dovrebbero nemmeno iscriverti in Serie A. E per questo, gli allenatori quindi dopo due partite perse dovrebbero andar via? Quando vinciamo va tutto bene, ma ci deve essere anche la cultura delle cadute, perché, cadendo come cadiamo noi, possiamo rialzarci, prendendo nomi tanto per, come fanno altri, invece ciò sarebbe a rischio. Non ho preso altri giocatori perché economicamente sarebbe stati troppo rischioso e non potevo. Ciò che è successo domenica mi ha colpito. D’Aversa lo conosco da tanti anni, non è violento, un tecnico che deve lavorare con quest’humus non può gestire se gli si chiede troppo. E voi stampa, qualcuno di voi, non parlate del milione di tifosi che ci stima ma date spazio a quei 50-100 che sui social si masturbano facendo critiche. Il modulo? Non siamo integralisti fermi ad un solo modulo, ma abbiamo delle responsabilità e devo guardare tutto. Non posso non considerare che D’Aversa, con una squadra da 8,5 milioni, non è mai stato nelle ultime tre, stava facendo il meglio possibile con ciò che la società poteva permettersi. Sono venuto in un club che mi chiedeva di tenere le risorse in equilibrio finanziario, se facciamo di più, bene. Se le cose sono cambiate, allora anche noi dobbiamo fare le nostre considerazioni. Ci ha fatto i i complimenti il presidente Covisoc per come gestiamo la società, ed io dovrei mandare via un allenatore che sarebbe salvo? Perché gioca male? E chi gioca meglio, il Verona? Se a Falcone avessi dato una sedia, domenica, si sarebbe seduto. Abbiamo perso per un’autorete, poi mi ricordo due pali e le parate di Montipò. Se avessimo vinto, avremmo avuto 28 punti a dieci dalla fine: come avrei potuto mandare via quest’allenatore, con l’humus che gli ho dato?”.

GOTTI“Quest’anno la lotta salvezza sarà serratissima, con tante squadre in pochi punti che rendono il tutto più difficile. Il mio 2023 è stato fisicamente difficile per via di alcune operazioni abbastanza invasive, ero sotto contratto e avrei potuto scegliere di aspettare nuovi orizzonti ma la telefonata di Corvino che mi propone questa cosa bellissima l’ho accolta non per convenienza, ma perché, da fuori, si vede che la squadra è giovane, fresca e ha componenti che mi piacciono. E poi ci sono anche altre componenti secondarie, come la società, di cui mi hanno parlato bene, e il territorio che ancora non conosco. Con Corvino abbiamo discusso pochissimo di contratto, gli ho detto di non preoccuparsi, ho solo pensato al campo, trovando un gruppo elettrico. La gara col Verona ha scosso un po’ il gruppo, riaccendendo qualcosa. La difesa a tre? Ci sono dieci partite da fare, un mini campionato, non credo sarebbe molto saggio inventarsi delle cose che provocano stravolgimenti concettuali. Il 4-3-3 l’ho praticato tanto, anche con Donadoni quando ero suo vice. La scelta dei giocatori sarà fatta anche tenendo conto delle affinità di uno con l’altro, delle catene. È ancora presto per dire che forma avrà il centrocampo. Se fossi alle prime armi, in questa situazione entrerei a gamba tesa, ma invece il modo migliore è mantenere la calma. Arriverà in fondo chi avrà più calma e chi non perderà la testa. Qui c’è il territorio che ti spinge, poi c’è la componente fatica e quella degli episodi. Non guardiamo gli altri, pensiamo solo a noi stessi. Sui gol presi da palla ferma può anche influire la componente fisica dei nostri calciatori, vedremo di lavorarci al meglio. In rosa ci sono tanti elementi navigati e tantissimi giovani di prospettiva, con anche dei ragazzi che vengono dallo Scudetto Primavera. Non è facile ma è bellissimo avere certi presupposti. Per una società come il Lecce, è necessario poggiarsi su alcuni giocatori, farli migliorare e poi magari sfruttarne la vendita. Ho visto alcune partite venendo in macchina. Il Lecce è primo nei contrasti ma ultimo nei gol presi da palla ferma, magari su queste cose cercheremo di metterci le mani. Le tante nazionalità dei giocatori non sono un problema, ci sono già abituato. In questo mini torneo partiamo da +1 su tre squadre e con un meno da altre. Cercheremo di restare padroni del nostro destino, dobbiamo contare solo su di noi. Chiudo con un pensiero per D’Aversa: ho avuto la fortuna di averlo come giocatore, anni fa, e, oltre ad essere un ragazzo di personalità, ha cervello. Quello che gli è capitato non sta a me giudicarlo, ma è chiaro che sia stato dovuto a frustrazione per una contingenza”.