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[ESCLUSIVA SS] L’INTERVISTA – Franco Ligas: “Peccato se il Lecce scendesse in B. Corvino? Può tornare…”

Continuano ad aleggiare gli spettri della retrocessione in stile Sampdoria sulla Fiorentina di Delio Rossi che, attualmente, si ritrova a soli sei punti dal terzultimo posto occupato dal Lecce.

Per parlare di questa eventualità, e non solo, abbiamo contattato in esclusiva Franco Ligas, giornalista Mediaset da sempre attento a quel che accade in casa viola. Tra un commento sulle prestazioni del Lecce e i pronostici per fine stagione, il noto giornalista ci parla anche del caso Corvino e dei possibili futuri scenari.

Ligas, molti degli addetti ai lavori hanno ipotizzato che la Fiorentina possa seguire le orme della Sampdoria della scorsa stagione. Lei che cosa ne pensa?
“Non ci credo. Non ci credo anche perché la Fiorentina ha sei punti di vantaggio dalla terzultima ed ha una squadra in grado di giocare meglio di quanto non giocasse la Samp nella scorsa stagione. Le situazioni sono diverse, questo però non vuol dire che la squadra sia esclusa dalla lotta salvezza al 100%. In altri anni la Fiorentina è retrocessa con Batistuta e con altri grandi giocatori, le sorprese, quindi, ci possono essere sempre”.

Quali sono le motivazioni di un’annata così difficile per i viola?
“Si può dire che la Fiorentina non gioca più a pallone da circa due anni e mezzo. I viola hanno smesso di giocare dall’indomani dell’ultima gara in Champions, l’eliminazione con il Bayern Monaco, e poi a seguire ci fu la sconfitta in semifinale di Coppa Italia con l’Inter. Proprio da quel momento lì quei giocatori che per 3-4 anni avevano dato tutto non erano più in grado di aiutare la squadra”. Con le dovute proporzioni è la stessa cosa che è successa all’Inter. La società non ha capito questo, lo stesso Corvino a distanza di tempo se n’è reso conto. Si può dire che la Fiorentina ha dei buoni giocatori che per esprimersi al meglio dovrebbero andare altrove”.

A proposito di Pantaleo Corvino, che scenari si aprono per il ds salentino dopo l’ufficialità della fine del rapporto con la Fiorentina? È fantamercato parlare di un suo ritorno a Lecce?
“Può darsi, anche se attorno a Corvino c’è tanto interesse. Anche se la fine del rapporto è stata piuttosto brusca non bisogna dimenticare che Corvino ha saputo creare, insieme a Prandelli, una squadra che per 4 anni ha fatto ottime cose, superando anche il momento difficile segnato dalla penalizzazione. Forse negli ultimi anni si è un attimino distratto, non capendo che Prandelli era un suo alleato. Il tecnico, infatti, si interessava del mercato e con il ds ha formato un’ottima coppia. Probabilmente in società questo non è stato capito e si è arrivati all’addio. Se Corvino ricominciasse da Lecce sarebbe davvero bello, però credo che lo stesso debba riscattarsi da questo smacco ricevuto in altre piazze”.

Nella sfida dell’andata arrivò la prima vittoria del Lecce di Serse Cosmi. Da allora i giallorossi hanno effettuato una difficile risalita che ha riacceso gli animi già sconfortati dei tifosi. Lei crede nell’impresa leccese?
“Vidi quella partita che forse il Lecce vinse al di là dei propri meriti. Però già si intravedevano i sintomi di una squadra che voleva lavorare con l’allenatore, con grinta e determinazione. Nelle partite successive i giallorossi hanno sempre giocato bene e per certi versi hanno raccolto meno di quanto meritavano”.

Lasciamoci con un pronostico su chi vince lo scudetto e chi, invece, retrocede.
“Ci provo. Lo scudetto lo può vincere il Milan perché ha un buon vantaggio che difficilmente sprecherà, anche perché è un’ottima squadra che lotta con grinta e determinazione. La Juve d’altro canto viene da una bella vittoria con la Fiorentina che, però, ha giocato malissimo. Per quanto riguarda la retrocessione non posso fare alcun nome per un motivo semplicissimo: sarebbe ingiusto sia per quelle squadre che, il Lecce in particolare, stanno lottando e giocando bene per recuperare sia per quelle che sono più in alto, ma che comunque hanno paura di retrocedere. È una forma di rispetto per chi lotta in un modo o nell’altro. Certo il futuro di Cesena e Novara sembra già segnato, però il Lecce sta giocando bene anche se deve lottare. Ci sono davanti 3 o 4 squadre che sono anche raggiungibili, ci vuole un pizzico di fortuna, che è fondamentale, anche perché mancano 10 giornate”.