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SALENT SCOUT – Corvino, un ‘Robinho’ nel Salento

“Non è brasiliano però che gol che fa!”. Suonava così un celebre motivetto da stadio dello scorso decennio, calza ora a pennello per uno dei prospetti più interessanti del calcio salentino. Vincenzo Corvino cresce sotto il sole di Caprarica, mica Rio de Janeiro, dribbling fulmineo e velocità supersonica sono però tutti di marca “verdeoro”. Abbiamo raggiunto in esclusiva il giovane talento, tra passato e speranze per un futuro nel calcio che conta.

Per Corvino, classe ’91, una trafila nelle giovanili di Calimera e Copertino, i primi numeri e l’interessamento del Cosenza declinato però “per motivi familiari, ho preferito non allontanarmi dalla mia città”. Un iter di crescita culminato poi con l’approdo nella primavera del Gallipoli (nella foto in basso), uno dei vivai più prestigiosi del Salento prima del dissesto del sodalizio ionico. “Il mio trascorso a Gallipoli è coinciso con una delle tappe più brutte della mia carriera” spiega Vincenzo, “un infortunio ai legamenti mi ha costretto ad un lungo periodo di stop forzato”. Nel 2010 l’arrivo a Nardò e, completata una faticosa riabilitazione, la soddisfazione del debutto in Serie D agli ordini di mister Maiuri.

In estate la riconferma in maglia granata, con un ruolo di primo piano nell’undici di Longo: “Ho avuto la fortuna di poter giocare, guadagnandomi la fiducia del mister e mettendo in mostra quelle che sono le mie qualità. La nota crisi della società neretina porta ad un addio anticipato, con il Brindisi lesto ad accaparrarsi le prestazioni del ragazzo.

É soprannominato il “Robinho del Salento”, ricordando l’asso del Milan nelle movenze sinuose e per una formidabile velocità di esecuzione. Con un sogno nel cassetto “raggiungere la massima serie, il sogno per ogni calciatore, magari con la maglia del Lecce.