IL CORSIVO – Lecce, ora la salvezza è di casa
Dopo Corvia, Bojinov. Dopo il blitz di Catania, l’impresina di Roma verso una salvezza da costruire ora in casa mentre il countdown prosegue, sempre più piacevolmente cadenzato al ritmo di zero sconfitte, e l’orizzonte si restringe, facendosi sempre meno sfocato e incerto, chissà se con un finale a lieto fine.
Con una zampata di un altro dei suoi bomber da panca, ancora una volta nel finale, il Lecce porta a casa un punto prezioso dimostrandosi sempre più squadra da battere, un gruppo più compatto di una Lazio comunque tosta, secondo solo alla Juventus in questa fase del campionato.
COSMI E IL GIRONE DEI GRINTOSI – Ed è proprio questa l’arma in più di un Lecce che in una decina di giorni, nel giro di quattro partite tutte d’un fiato, conoscerà il suo destino sportivo. Un destino fin qui costruito a fatica, con folate, scatti e false partenze, partendo quasi cinque mesi fa da un ultimo posto buio e stranamente sazio, oggi però lontanissimo dopo aver fatto leva persino sui gomiti per riprendere lo slancio e tornare ad avere fame.
Lo dice il campo, lo dicono i numeri, mentre Serse Cosmi taglia il traguardo delle venti partite sulla panchina giallorossa. A Roma – proprio contro quella Lazio che all’andata aveva inaugurato la sua esperienza salentina con una sconfitta beffarda di un Lecce bello, bellissimo, praticamente in mutande- , Serse ha raccolto il suo 27° punto, dimostrando, a tratti in totale solitudine, che sulla Lecce calcistica non si abbattevano maledizioni e malocchi che l’avrebbero condannata a un declino totale.
GENOVA-LECCE, CI RISIAMO? – 27 punti in 20 gare, dunque. Proprio lo stesso bottino ottenuto nelle prime venti giornate da quel Genoa, vittima e protagonista di un impressionante crollo verticale (9 punti in 13 partite, uno in più del Lecce di Di Francesco) che l’ha portato oggi a un passo dalla B, a un punto che in casa giallorossa sembra pesare quanto una piuma.
E così mentre a Lecce la serenità regna sovrana – sospesa tra l’entusiasmo ritrovato di molti e lo strisciante disinteresse di chi continua a lasciare vuoti ampi settori del Via del Mare -, a Genova saltano i nervi e aumenta la pressione, sia in campo (comunque eloquente lo 0-4 del Siena in 50 minuti passato in secondo piano) che sugli spalti.
IL BLACK OUT DEL GIOCO, I BLACK BLOC DEL CALCIO – I fatti sono purtroppo noti e arricchiscono una storia infinita, rendendola ancor più paradossale proprio nella domenica del ricordo di Piermario Morosini, morto giocando. Un ricordo vissuto nel silenzio profondo, senza applausi, su quasi tutti i campi.
A Genova, invece, come spesso accade in questo Paese, il rumore parte dalla minoranza che, forse memore degli sfottò inflitti meno di un anno fa ai cugini blucerchiati, ruba la scena, ferma il pallone e sospende le regole del gioco e le leggi dello Stato, costringendo il capitano Marco Rossi a inventarsi magazziniere e ritirare le maglie dei compagni.
Otto anni dopo il derby di Roma sospeso, si consuma un’altra resa incondizionata di giocatori e società, affondando l’umiliazione nell’impunità dei pochi che sembrano sfuggire per l’impotenza delle braccia allargate con rassegnazione dai più. Niente Genoa per loro in casa fino alla fine del campionato, porte chiuse a tutti per isolare il rumore.
AL VIA DEL MARE L’ULTIMO SCATTO – Nel frattempo, mentre, a tempesta in corso, il Genoa riabbraccia l’ex De Canio per invertire la rotta, quattro squadre si ritrovano attanagliate l’una all’altra in tre punti. E se Preziosi preferisce giocare in uno stadio vuoto e Cellino manda il Cagliari a giocare in casa a Trieste, il Lecce è l’unica delle squadre in corsa a dover disputare tre partite su cinque in casa (Napoli, Parma, Fiorentina).
Un altro segno del destino, dopo risultati ribaltati grazie a gol di attaccanti inattesi e dopo due sole partite perse nel girone di ritorno, per chi ama fantasticare con gusto facendo incrociare, oltre alle dita, coincidenze e fatalità ostentando con orgoglio, speranza e fiducia. Quella che auspichiamo possa tornare già da domani alle migliaia di salentini solitamente allo stadio per le grandi occasioni o a missione già compiuta. D’altronde, i prezzi sono da serie D e a Cosmi e ragazzi serve un tifo da serie A.
