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EURO 2016 – Via alle ostilità, stasera c’è la Francia. Italia salentina ma sfavorita, tante le possibili sorprese

Europei 2016, finalmente ci siamo. Questa sera lo Stade de France di Saint-Denis sarà il teatro del “su il sipario” sull’attesissima rassegna continentale d’Oltralpe, che noi di Salento Sport seguiremo con una rubrica giornaliera in cui vi racconteremo, con leggerezza ed ironia (per gli approfondimenti seri bastano e avanzano le 753 ore quotidiane proposte dal palinsesto Rai), i fatti salienti della giornata precedente.

Il calcio d’inizio è programmato per stasera alle ore 21, con la sfida tra la super-favorita Francia, un misto tra l’Aranycsapat (la squadra d’oro tra le nazionali più forti di sempre) ungherese di Puskas, il grande-Real di Di Stefano e il Brasile di Pelè a leggere i sempre umili quotidiani di Parigi e dintorni, e la Romania di Iordanescu, un undici che promette tutto tranne che spettacolo. Sebbene il via alle ostilità sia previsto solo per oggi, già la giornata di ieri ha offerto spunti interessanti di quelli che potrebbero essere i leitmotiv delle prossime settimane. L‘Inghilterra ha mostrato già in anticipo i temibili prodotti di casa propria, e non ci riferiamo ai ragazzi del dimenticabile ex Inter Roy Hodgson ma ai ben più alcolici hooligans. Latitanti ormai da tempo in terra d’Albione, questi pseudo-tifosi d’oltremanica aspettano occasioni internazionali per dare sfogo ai loro impulsi animaleschi sfruttando le meno tatcheriane politiche di contenimento della folla nel Continente, ed i ben più docili abitanti francesi sperano che questi anelli mancanti tra l’uomo e la scimmia abbiano già esaurito le proprie repressioni con i fatti avvenuti ieri sera a Marsiglia.

Decisamente più civili ma non meno imbottiti di alcool gli 80mila che si sono riuniti ieri sera a Champ de Mars, nel cuore della Capitale, per il concerto d’inaugurazione del dj francese David Guetta. Una reunion di tamarri epocale, che agli abitanti del luogo ha fatto persino rimpiangere le vuvuzela sudafricane, facendo capire agli appassionati che, sebbene gli Europei debbano rinunciare per ovvi motivi a realtà colorite come Ghana, Colombia, Messico o Camerun, di certo non mancheranno i personaggioni eccentrici (eufemismo) che i registi si divertiranno ad inquadrare per far sentire meglio chi, da casa, talvolta si sente un imbecille.

Come ogni day-zero che si rispetti, è doveroso fare un breve riepilogo delle squadre che si daranno battaglia nei più importanti stadi di Francia. Euro 2016 si presenta come uno dei tornei più equilibrati di sempre, con almeno 7-8 squadre pronte a giocarsela quasi alla pari per fare propria la Coppa Henri Delauney, con i galletti che partono favoriti non solo in quanto padroni di casa ma anche perché, al netto delle già simpaticamente citate esagerazioni nazionalistiche di Equipe e soci, partono comunque con quel qualcosa in più garantito da stelle come Pogba, Griezmann e Martial. Subito dietro la Germania di Low, che come ogni grande manifestazione che si rispetti non si è fatta mancare quella cinquantina di infortuni pre-start (ultimi Reus e Rudiger), e la Spagna, pronta a risalire la china dopo essersi finalmente accorta che ormai anche la Georgia e il Pisignano hanno capito il giochetto del Tiki Taka. Grande attenzione poi all’Inghilterra, che (per citare la frase più ripetuta alla vigilia di qualsiasi Europeo o Mondiale) “è vero, non vince mai, ma stavolta è forte seriamente”.

Tra le outsider spicca il Belgio, che gli esperti dei migliori bar di Melendugno danno per certo vincente dell’Europeo ma che è effettivamente zeppo di talenti, il Portogallo del Fenomeno delle creme Cristiano Ronaldo, una Croazia dal centrocampo, epico Brozovic in testa, veramente stellare e persino l‘Italia. I mai così salentini Azzurri (da mister Antonio Conte al bomber Pellè, dal collaboratore tecnico Gianluca Conte alla pasticcera Maria, fornitrice ufficiali di pasticciotti del sempre più rotondetto Eder) tenteranno di sovvertire i pronostici per l’ennesima volta nella loro storia. Non sarà certo impresa facile, perché se in passato la Nazionale non era magari la favorita della vigilia ma poteva contare sulla difesa costantemente più forte del mondo e su almeno tre quattro elementi di classe superiore, stavolta con Zaza-Immobile è davvero difficile. Ecco così che il ct Conte dovrà aggrapparsi al suo elemento più forte, il suo vero top-player che porta sempre con sé da quando ha iniziato la carriera da allenatore. Vi diamo solo un indizio: inizia per “c”, finisce per “lo”, mentre la seconda lettera la lasciamo alla vostra fervida immaginazione.

Tra le possibili sorprese, da non sottovalutare l’Albania di De Biasi, la Svizzera dell’ex laziale Petkovic, la rediviva Austria, la Polonia di Lewandowski, la Slovacchia di Hamsik e la Svezia dell’immortale re della modestia Zlatan Ibrahimovic, che dopo aver dichiarato che 2014 in Brasile non sono stati Mondiali veri perché lui non c’era, ora è pronto ad incantare le platee. Più difficili i compiti delle comunque buone Romania, Russia, Turchia e Repubblica Ceca, si propongono invece come cenerentole del torneo Galles, Ucraina, Irlanda del Nord, Irlanda, Ungheria e Islanda. Attenzione però a dare queste squadre per spacciate. Con la formula ideata dalla Uefa che permette a 4 terze su 6 di passare il turno, anche il Casamassella avrebbe qualche opportunità, quindi il torneo continentale si annuncia come più spettacolare che mai. Non rimane altro da fare che godercelo.