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[ESCLUSIVA SS] Il doppio ex Checco Palmieri: “La doppia promozione, che ricordi…”

Sampdoria contro Lecce, domenica le due compagini si giocano parte della salvezza nella massima serie. Ai microfoni di FateC1 Largo – trasmissione del circuito RTP – e per i taccuini di salentosport.net, è intervenuto un doppio ex che ha calcato i campi di calcio da fine anni ottanta fino agli albori del duemila: Francesco Palmieri. La punta ha vestito la maglia giallorossa per 102 volte segnando 35 reti, mentre a Genova, sponda blucerchiata 14 goal in due annate.

Palmieri, parliamo della doppia promozione 1995-1997.
"Sono passati molti anni – sorride la punta natìa di Bari, ndr – ma i ricordi sono molti e tutti vivi in me. La calvata fino alla A con Ventura in panchina lascia ricordi indelebili, con la vittoria della C1 e della B".

La coppia Palmieri-Francioso fece sognare i tifosi salentini…
"Cosimo Francioso è stato un grande attaccante e un ottimo compagno, con lui mi sono divertito molto, uno dei più forti calciatori con cui ho avuto l’occasione di giocare".

Un barese di nascita a Lecce, come si è trovato?
"Nella mia carriera mi sono trovato bene in tutte le città. Di Lecce non posso che parlar bene, il mio essere di Bari non ha influito".

I ricordi più vividi della sua permanenza in Salento?
"L’emozione più grande è stata quella di Cesena-Lecce (partita con la quale i giallorossi approdarono in serie A per la quarta volta, Palmieri siglò una doppietta, ndr) poi la doppia promozione resta indimenticabile".

Oggi nell’organico di mister De Canio in chi si rivede?
"Gli attaccanti giallorossi sono tutti molto forti e di spessore. Corvia, Jeda e Di Michele valgono la serie A. Soprattutto quest’ultimo ha percorso una carriera inferiore alle sue potenzialità e la salvezza del Lecce passa da lui. Ha colpi eccezionali".

Invece a Genova…
"Dopo aver giocato con un signor attaccante come Francioso ho trovato Vincenzo Montella, il più forte con cui abbia mai giocato. Nell’annata 98-99, senza di lui per 4-5 mesi, riuscimmo quasi a salvarci se non fosse stato per il rigore al 94’ – (fallo molto dubbio di Sakic su Simutenkov fischiato da Trentalange, ndr) alla penultima di campionato a Bologna che sancì il 2-2 e ci spedì in serie cadetta".

Montella lo sente ancora?
"Ogni tanto mi sento ancora con lui, è molto intelligente e merita di fare l’allenatore in una piazza importante come quella della Capitale".

Torniamo ad oggi, come vede la sfida?
"L’insidia più grande sarà l'afa. I primi caldi creano sempre grandi problemi e si fanno sentire. Ricordo bene quanto soffrivo nei mesi primaverili, soprattutto ad aprile e maggio. Sampdoria e Lecce sono due squadre che stanno attraversando un’annata travagliata. Il Lecce è salito in A con la consapevolezza di dover lottare, ma la Sampdoria si trova invischiata nella lotta retrocessione, impensabile ad inizio anno".

Un pronostico…
"I pronostici non sono il mio forte, devo essere onesto non me la sento troppi ricordi…"

Voltiamo pagina, lei ha giocato a Salerno e Cosenza due piazze importanti che rischiano di fallire. Cos’è cambiato in questi dieci anni?
"Adesso che faccio il dirigente e mi rendo conto di queste dinamiche. E' necessario darsi un ridimensionamento, altrimenti il calcio rischia il collasso. Società importanti come la Salernitana e il Cosenza, mie ex squadre, rischiano di sparire dalla circolazione".

Oggi è nell’organigramma del Parma come dirigente del settore giovanile dei ducali. Ci consigli qualche nome per il futuro.
"Nel nostro girone ci sono grandi giocatori pronti per i grandi palcoscenici. In casa gialloblu punto su De Vitis – figlio d’arte di Antonio De Vitis nativo di Lecce, ndr e il centrale difensivo, nonché nostro capitano, Palumbo".