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[ESCLUSIVA SS] – Baldieri sull’incontro con Semeraro: “Meglio la Lega Pro con imprenditori locali che…”

"Dall'incontro pomeridiano è emerso che Semeraro ha intenzione di mollare a giugno. C'è una trattativa con Tesoro che quasi sicuramente andrà in porto se il Lecce dovesse rimanere in Serie B. Se, per disgrazia, ci dovesse essere una penalizzazione con seguente Lega Pro diventerebbe molto complicato portare al termine la vendita".

Paolo Baldieri, ex giocatore del Lecce e membro attivo del movimento 'Noi Lecce', traccia in esclusiva per noi di SalentoSport.net il punto della situazione in casa Lecce dopo l'incontro di questo pomeriggio tra Giovanni Semeraro e una rappresentanza di tifosi.

Di cos'altro si è parlato nel pomeriggio?
"Abbiamo chiesto a Semeraro se fosse disposto ad intraprendere una trattativa, con una cordata di imprenditori locali aiutati dall'azionariato popolare. Ha risposto che accoglierebbe in maniera positiva questa eventualità, favorendola in maniera decisa. In questo senso abbiamo qualcosa in mente, avevamo messo in preventivo questa scelta di Semeraro. Il patron ha detto diverse volte di voler lasciare. Inoltre a molti tifosi la figura di Tesoro lascia qualche dubbio, tant'è che io ho chiesto a Semeraro: 'presidente lei ha dichiarato che avrebbe lasciato il Lecce in mano a chi potesse dare garanzie per il futuro, si sente di garantire per Tesoro?' il presidente ha alzato gli occhi al cielo e ha risposto: 'noi non possiamo andare avanti'".

Quindi ha l'impressione che i Tesoro non possano garantire un futuro al Lecce?
"Non li conosco, però in passato hanno avuto delle società al nord, una in particolare, in cui possiamo dire che non abbiano avuto buoni risultati. Io una mezza idea me la sono fatta e paradossalmente dico che il leccese debba sperare nella Lega Pro, magari per ripartire da zero con qualche imprenditore locale e con l'azionariato popolare".

In altre parole, secondo lei, meglio la Lega Pro che i Tesoro…
"Non voglio dire questo, ma se dobbiamo guardare il passato… A sto punto se si deve fare un discorso del tipo 'o ti mangi la minestra o ti butti dalla finestra' mi sento di dire una cosa ai tifosi: leccesi, salentini prendetevi sto Lecce. Meglio una cordata di imprenditori locali, meglio l'azionariato popolare in Lega Pro piuttosto che una Serie B affidata a degli imprenditori, che ripeto di non conoscere, dal passato turbolento nel calcio che mi mettono un po' paura. Poi magari mi sbaglio, potranno essere i presidenti più capaci della storia del Lecce. Ma a questo punto io leccese attaccato alla squadra, anche se sono romano – ride, ndr -, preferirei l'imprenditoria salentina e l'azionariato popolare. Il Lecce è di tutti, è del popolo. La bandiera è quella, sia in Serie B che in Lega Pro".

Ma come movimento 'Noi Lecce' avete già in mano qualcosa di tangibile?
"Abbiamo sondato il terreno e più di qualcuno ha manifestato interesse. Stiamo raccogliendo consensi, le polemiche tra tifosi sono antipatiche. Chi non crede in questo progetto è libero di non farlo, ma ci sono un paio di iniziative del genere. Lo scopo è quelle di accopparle, per il bene del Lecce. Dobbiamo guardare alla maglia, non a chi l'ha pensata a chi l'ha inventata e cose del genere".