TARANTO – Rossoblù da urlo, sei sberle al Trani
Tre punti per suggellare la svolta. Rotondo, convincente il risultato a margine di una gara dominata in lungo e in largo dalla compagine tarantina, brava non solo ad imporre il proprio gioco, ma anche a sfruttare le evidenti pecche strutturali di un Trani mai presente in campo nell’arco dei novanta minuti.
Il primo Taranto del 2013 stupisce tanto per l’impeccabile organizzazione tattica, quanto per la cattiveria agonistica mostrata in campo fino al triplice fischio.
Pettinicchio cambia parecchio e lancia tra i titolari il deb Gatto. Panchina per Terrenzio e Gnoni, Epifania da protagonisti invece per Prete e Catalano.
PRIMO TEMPO Bastano sei minuti al Taranto per passare in vantaggio. Più che di un gol trattasi di opera d’arte, commissionata da Stigliano, caparbio nel divincolarsi dalla marcatura di quattro avversari, e realizzata in tutto il suo splendore da Hernan Molinari, capace da posizione defilata di inventare un tocco morbido d’esterno destro che prima schiaffeggia la traversa e poi lentamente muore in fondo al sacco. Roba da intenditori.
Il Trani stordito, arranca. Solo due giri di lancette intercorrono infatti tra la prima e la seconda realizzazione. Questa volta tocca a Francesco Mignogna, che partito sull’out di sinistra, prima addomestica un taglio al bacio di Vicedomini e poi trafigge l’incolpevole Troilo, firmando così la quarta rete stagionale.
Il raddoppio stende definitivamente gli ospiti, che usciranno dal guscio solo in occasione del calcio franco di Vitale, la cui parabola verrà prontamente disinnescata da Maraglino. Al 42′ i rossoblu servono il tris: ancora Vicedomini ruba palla in mediana e parte offrendo a Molinari il colpo del ko, il primo tentativo del bomber di La Plata sbatte su Troilo, sulla ribattuta però il puntero non può esimersi dal firmare la propria doppietta personale.
Il tre a zero giunge qualche minuto prima del fischio di metà gara, che suona quasi come una liberazione per gli uomini di Aquino.
SECONDO TEMPO Il canovaccio nella ripresa non varia, tocca sempre al Taranto fare gioco, mentre ad Amato e soci spetta l’ingrato compito di difendersi dal sempre più insistente fuoco nemico. All’ottavo però la retroguardia biancazzurra toppa ancora: sempre Vicedomini sugli scudi, suggerimento millimetrico per Gatto che da due passi cala il poker.
La gara ormai compromessa, cessa d’esistere al dodicesimo quando un entrata da codice penale di De Guido su Grieco, sancisce l’espulsione del centrocampista barese e la conseguente inferiorità numerica dei suoi. La festa però non è ancora completa. Vicedomini, autore di una prova superlativa, si regala anche la gioia del gol con un calcio di punizione dai venti metri, che rievoca quelli più famosi del “maestro” Pirlo: stecca in direzione del palo del portiere e palla sotto il sette. Lo “Iacovone” gradisce e scrosciano gli applausi. La solita girandola di sostituzioni poi, fa da cornice alla parte centrale della ripresa: dentro Biondo, Faccini e Terrenzio per Prete, Molinari e Prosperi.
L’ultima emozione la regala Biondo che al 28′ riceve da Terrenzio ed indisturbato si invola verso Troilo, battendolo inesorabilmente e costringendolo ad aggiungere un ulteriore dispiacere alla collezione ricordo, “acquistata” in riva allo Jonio.
TARANTO-FORTIS TRANI 6-0
Reti: pt 6′ Molinari (TA), 8′ Mignogna (TA), 43′ Molinari (TA); st 8′ Gatto (TA), 19′ Vicedomini (TA), 28′ Biondo (TA)
TARANTO (4-4-2): Maraglino; Rosato, Grieco, Prosperi (20′ st Terrenzio), Prete (16′ st Biondo); Mignogna, Catalano, Vicedomini, Stigliano; Molinari (22′ st Faccini), Gatto. A disp.: Monopoli, Brancato, Bongermino, Gnoni. All.: Giacomo Pettinicchio.
FORTIS TRANI (4-4-1-1): Troilo; Sgherza (22′ st Barone), Lorusso, Vallefuoco, Gigli; Pontrelli, Amato, De Guido, Vitale (33′ st Mesto); Zuccaro; Piscitelli (9′ st Semeraro). A disp.: Vessio, Bozzi, Sallustio, Bartoli. All.: Osvaldo Aquino.
Arbitro: Giuliano Parrella di Battipaglia (Francesco Antonio Labonia di Rossano – Luca D’Amico di Rossano)
Ammoniti: Prosperi (TA); Prete (TA)
Espulsi: De Guido (FT), al 12′ st, per gioco falloso.
Note: Spettatori circa 1000
