TARANTO – Siclari: “Nulla da rimproveraci”. Cazzarò: “Errori pagati a caro prezzo”

M. Cazzarò, all. Taranto (@F. Capriglione per Salento Sport)

Foto: Mister Cazzarò (@F. Capriglione per Salento Sport)

Poche parole nello spogliatoio del Taranto dopo la sconfitta subita contro il Fondi che sancisce la fine dei sogni di promozione in Lega Pro. Il primo a presentarsi è Giuseppe Siclari, autore dell’illusorio vantaggio rossoblù. La sua analisi parte dal secondo tempo supplementare: “Per una serie di motivi nel secondo tempo supplementare ci siamo abbassati: giocavamo con un uomo in meno da un pò e si è fatta sentire la stanchezza. C’è il rammarico per aver perso senza subire l’avversario. A conti fatti, il Fondi va in finale con un rigore e con un mezzo tiro in porta. Cosa ci rimproveriamo? Nulla. Ancora una volta siamo stati sfortunati: abbiamo sfiorato più volte il secondo gol ma non ci siamo riusciti nonostante ci abbiamo messo l’anima. Mancanza di personalità? Non si può ricondurre la sconfitta ad una mancanza di personalità perchè non è la prima volta che a Taranto si perdono i play-off, nonostante cambino i giocatori“.

Parla anche il tecnico del Taranto, Michele Cazzarò, che appare visibilmente deluso per l’esito della partita. La speranza sua, e di tutto il popolo rossoblù, era quello di scrivere un finale diverso nell’ennesimo torneo play-off. La sfida, secondo il parere dell’allenatore, si è decisa al minuto ventuno del primo tempo, in occasione dell’espulsione di Marseglia: “L’espulsione ha deciso le sorti dell’incontro, non c’è dubbio. Nel primo tempo abbiamo giocato meglio del Fondi e, una volta rimasti in dieci, abbiamo sempre cercato di segnare e abbiamo avuto le nostre occasioni. Gli avversari si sono schierati con cinque attaccanti e hanno avuto la meglio. Espulsione? Dico sempre ai miei ragazzi di non toccare l’avversario in area di rigore perchè può succedere di tutto. L’errore c’è stato anche se non so dire se fosse rigore o meno. Un voto al mio campionato? Non sono contento per la mia stagione perchè dovevo portare la squadra alla vittoria dei play-off e non ci sono riuscito. Il mio voto è basso“.

Umberto NARDELLA
Nato nel 1976, sposato, lavora nel team IT di una multinazionale americana. Scrive per SalentoSport da diversi anni ed è uno sportivo, nel senso che gli piace vedere gente che fa sport. Innamorato da sempre del calcio, sin da piccolo è stato affascinato dai campi polverosi di paesini sconosciuti. Ogni domenica è buona per andare a vedere una partita di calcio, rigorosamente dilettante.
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