TARANTO – Serie D, miracolo sempre più vicino
Chiamarlo miracolo di certo non stona. Tutto accade in poco più di un giorno. Racchiusi fra un torrido pomeriggio agostano ed un tramonto capitolino nascono i primi vagiti del nuovo Taranto, quello di Emanuele Papalia, di Tonio Bongiovanni e di Fabrizio Nardoni, quello della Fondazione Taras e dei tarantini.
La cadetteria conquistata sul campo, il fallimento, la paura di dover sparire definitivamente. Un film già visto; un rullino con centinaia di foto già riposte e catalogate nell’album della memoria. La speranza, rinnovata ancora una volta è quella di non dover più aprire quell’album.
Nessuno però si sarebbe aspettato guardando alla stagione passata, di dover esultare in maniera sincera, quasi commovente alla notizia di una iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Eppure la paura di non vedere più quelle maglie a bande rossoblu correre sul green dello Iacovone, ad un certo momento di questa estate era diventata davvero viva.
Il miracolo appunto, segna un solco tra quello che è stato e quello che potrebbe essere un nuovo modo di pensare calcio, e mette in risalto i meriti di chi alla salvezza del pallone tarantino ha sempre creduto anche quando ormai a pochi passi dal traguardo, le speranze apparivano davvero scarne.
Il tutto si materializza al termine di una giornata estenuante, inauguratasi con la riunione mattutina dell’intera cordata Papalia. Dentro o fuori, questo il senso dell’incontro nel quale i momenti di tensione non sono certo mancati. A far salire la temperatura, il dietrofront in extremis di due soci del gruppo (Colomba e l’ingegner La Gioia). Il banco sembra sia inesorabilmente destinato a saltare, o quantomeno a ripartire dall’Eccellenza.
Serve un ulteriore sforzo, e mentre il sindaco Stefano appone la propria firma sui documenti relativi alla concessione dello Iacovone ed all’affiliazione alla Figc, Antonio Flora sente squillare il proprio cellulare. Dall’altro capo del telefono la voce è quella di Emanuele Papalia, che proprio all’ultimo istante utile cerca di coinvolgere nel progetto l’impresario barese. Flora però risponde con un due di picche e tutto sembra perduto.
Il tempo stringe ed occorre trovare l’imprescindibile liquidit”agrave;. Ci penseranno alcuni componenti del gruppo a reperire (nelle proprie tasche)i fondi necessari a garantire l’iscrizione in Serie D. Poi il viaggio verso Roma, dove alle 18, gli incartamenti giungono nella sede della Federazione.
Manca ancora l’ufficialità, che dovrebbe essere sancita dal consiglio federale in programma oggi, 7 agosto.
Il calcio a Taranto è pronto a ripartire, dal gradino più basso, ma con la consapevolezza che questa potrebbe davvero essere l’alba di un nuovo giorno. Il Taranto ai tarantini, per il momento suona bene, aspettando, con ansia, il responso del campo.
