TARANTO – Secondo ko interno. Il Foggia vince allo Iacovone

Sapore (amaro) di derby. I padroni di casa soccombono sotto i colpi del Foggia, al termine di una partita combattuta che oltre ad evidenziare i limiti fisici di un Taranto ancora troppo in ritardo per poter essere giudicato nel complesso, lascia l’amaro in bocca per un punteggio bugiardo. A condizionare l’andamento della gara, la direzione del signor Giua di Pisa, apparso titubante soprattutto in occasione del raddoppio ospite, palesemente viziato da un fallo di mano.

Napoli tiene a riposo bomber Cosa, consegnando le chiavi del reparto avanzato nei piedi del duo Sarli – Noviello. In difesa c’è l’esordio di Occhipinti, mentre sulla corsia destra ritorna Bufalino.

PRIMO TEMPO Il Primo sussulto è rossoblu. Millimetrico il lancio di Noviello che innesca Sarli, l’attaccante campano dopo un controllo non proprio ortodosso scarica su Bufalino che lascia partire una botta sulla quale Mormile è costretto a parare in due tempi. Pronta la risposta degli ospiti che al 15’ vanno vicini alla marcatura. Bella la trama che libera al tiro Coccia, lesto ad approfittare di una disattenzione della retroguardia, sfoderando un tocco morbido che non termina infondo al sacco solo grazie al provvidenziale intervento di Del Bergiolo che sulla linea salva il risultato.

Il Foggia sembra più in palla e La Porta ha sui piedi due ghiotte occasioni. La prima al minuto trentatre, quando l’attaccante foggiano cerca la via del gol sugli sviluppi di un calcio franco, trovando l’opposizione di Maraglino; la seconda quando il cronometro segna il 40’ al termine di una ripartenza, senza però creare reali grattacapi alla retroguardia rossoblu.

A due dalla chiusura del primo tempo, il Foggia passa: è Giglio a portare avanti i dauni, abile a correggere in rete un tiro teso dell’onnipresente Coccia, che aveva attraversato interamente l’area di rigore.

SECONDO TEMPO Il Taranto non ci sta e parte forte. Bello il tentativo di Noviello, che all’ottavo si libera della marcatura diretta e lascia partire un bolide che si spegne di poco al lato. Un minuto più tardi sarà Sarli a provarci, direttamente su calcio di punizione, senza però centrare il bersaglio. L’appuntamento con il gol , è solo rimandato e giunge due minuti più tardi: Noviello raccoglie una palla respinta dalla difesa rossonera e pesca in area Occhipinti, il centrale ex Messina ci prova a volo trovando sulla propria strada un prodigioso Mormile che respinge, sul pallone vagante si avventa Sarli che in acrobazia calcia verso la porta favorendo l’inserimento di Cosa, per il quale diventa davvero un gioco da ragazzi gonfiare la rete e mandare in estasi i quasi tremila dello “Iacovone”.

Non c’è tregua, e cinque minuti più tardi Maraglino indossa i panni di Batman e vola a salvare il risultato su un colpo di testa di Coccia, apparso ai più già pronto a festeggiare la rete del vantaggio. Il Taranto incomincia ad accusare la stanchezza e quando il neo acquisto Occhipinti alza bandiera bianca, lasciando il posto al giovane Terlino, è facilmente intuibile che la partita sta per prendere una brutta piega. Al 34’ il solito Giglio sfrutta un buco della retroguardia jonica, presentandosi a tu per tu con il numero uno del Taranto, trafiggendelo senza particolari problemi e firmando il definitivo sorpasso della squadra di mister Padalino.

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