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TARANTO – Scoppia la grana ‘Iacovone’, da Palazzo di Città arriva un ultimatum

Il pomo della discordia in casa Taranto si chiama canone d’uso. L’Amministrazione comunale infatti, avrebbe nelle ultime ore richiesto al sodalizio jonico una cifra pari a seimila euro come retta mensile per poter usufruire dell’impianto del quartiere Salinella. Una richiesta tutt’altro che irrisoria, considerate anche le pessime condizioni in cui versa lo stadio tarantino. La società, che dal canto suo aveva già manifestato al termine della gara contro il Pomigliano un certo abbandono da parte delle massime cariche politiche cittadine, sembrerebbe indirizzata a non esaudire le “richieste” che giungono da Palazzo di Città.

Una svolta sarebbe potuta arrivare nella giornata di martedì, data in cui era stato fissato un incontro tra le due parti. Lo stesso però non ha potuto avere luogo a causa dell’assenza dei rappresentanti della compagine di via Principe Amedeo. La reazione dell’Amministrazione comunale non si è fatta attendere. E’ di ieri pomeriggio la presa di posizione dell’Ente che ha fatto pervenire presso la segreteria del Taranto Fc 1927 un missiva che ha tutto il sapore di un aut-aut.

Questa la lettera indirizzata dal comune ai vertici societari rossoblu:

“Nonostante gli accordi intercorsi nell’ultima riunione presso questa Direzione in data 6.12.2012 e dopo ben tre inviti a sottoscrivere la convenzione per l’utilizzo dello stadio, si è costretti a registrare la Vs ingiustificata assenza anche per la data odierna. Poiché l’autorizzazione provvisoria a suo tempo rilasciata prevede che la stessa dovesse avere effetto per il tempo strettamente necessario alla formalizzazione dei rapporti tra Comune e codesta società, si invita la Taranto Football Club 1927 a presentarsi presso questa direzione il giorno 18 dicembre pv alle ore 10,00 per la sottoscrizione della convenzione, significando che, in difetto, si provvederà a revocare l’autorizzazione provvisoria e ad escutere la polizza fideiussoria relativa ai canoni concessori nel frattempo maturati. Confidando di non dover giungere a tanto si porgono distinti saluti“.