TARANTO – Prosperi: “Non è una prestazione da buttare”. Rosato: “Ci è mancato solo il gol”
È la solita storia del bicchiere mezzo pieno e di quello mezzo vuoto. Il Taranto ammirato contro il Sant’Antonio Abate dispiace forse meno di quelli visti in precedenza, ma non convince. Quantomeno crea, anche in maniera confusionaria se vogliamo, ma non finalizza. Il pareggio contro i campani, avversari modesti a dirla tutta, lascia in dote stati d’animi contrastanti fra loro. C’è chi abbozza un sorriso per il primo punto conquistato in casa e per i volenterosi passi in avanti fatti dai ragazzi di Napoli, pur essendo pienamente conscio che questo non può bastare, e c’è chi invece in maniera del tutto legittima si lamenta e sbotta a causa di un risultato nel complesso negativo.
“I fischi a fine partita, – esordisce Fabio Prosperi – ci stanno tutti, la gente non è soddisfatta di quanto ha visto ed esprime il proprio malumore in questa maniera. Loro provano costantemente a trascinarci e ci dispiace non riuscire ad esprimerci come vorremmo. Oggi però si è vista una squadra diversa da quella scesa in campo nelle prime uscite, non tutto è da buttare. Ripeto, c’è amarezza perché questa era una partita ampiamente alla nostra portata”.
Non c’è però tempo per voltarsi a rimuginare sugli errori commessi, occorre guardare avanti e questo il capitano lo sa bene: “Dobbiamo fare di più, e per fare meglio io conosco solo una medicina: il lavoro. Non vogliamo alibi ma è fisiologico che serva un po’ di tempo per essere al cento per cento. Anche con Dionigi l’inizio non era stato dei migliori, poi in due anni non abbiamo quasi più perso”.
“Nonostante tutto la nostra prestazione non è da buttare. Siamo consapevoli che c’è tanto da lavorare, ma soprattutto dietro siamo stati solidi”.
Gli fa eco Raffaele Rosato, under di lusso della squadra di Tommaso Napoli, fresco di convocazione nella rappresentativa di Serie D: “Ce l’abbiamo messa tutta, ci è mancato solo il gol che non è arrivato solo a causa di un pizzico di sfortuna di troppo. C’è rabbia, siamo molto dispiaciuti di come stiano andando le cose in questo periodo, ma siamo convinti di poterne uscire fuori”.
“È la mia prima esperienza fra i “grandi” – chiarisce l’ex centrale delle giovanili del Lecce – ma devo ammettere di essermi ambientato molto bene qui a Taranto. Il nostro è un grande gruppo, gli over ci aiutano e noi under ci sentiamo dentro il progetto a pieno titolo. Dobbiamo continuare a lavorare come facciamo da più di un mese e sono certo che i risultati arriveranno”.
