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TARANTO – Prosperi: “Da domenica bisogna invertire la rotta”

Oh capitano! Mio capitano! Le stagioni passano ma lui resta sempre lì, al suo posto a prescindere da presidenti, allenatori e categorie. A Taranto, Fabio Prosperi deve molto, allo stesso modo però la città che lo ha scovato prima, lanciato e poi riaccolto non può che ringraziare quell'uomo, che in un calcio fatto di bandiere ammainate, continua fieramente a sventolare.

L'impatto con l'inferno della Serie D, così come la falsa partenza non sembrano aver minimamente scalfito il difensore pescarese, che dopo aver giurato amore eterno al sodalizio jonico, promette ai tifosi una pronto riscatto.

"Bisogna dimenticare in fretta la partita di domenica – esordisce il capitano –, è stata una prestazione davvero orribile. Il mister ha giustamente preferito non calcare la mano dopo una prova del genere, ma siamo consapevoli d'aver offerto una prova non all'altezza. Da questo momento in poi mi aspetto una ripresa".

Tre soli punti raggranellati in quattro gare suonano come un campanello d'allarme, Prosperi però non fa drammi e indica la terapia da seguire per tornare alla vittoria: "Mancano ancora trenta partite al termine del campionato, e quella di domenica sarà una gara come tutte le altre. Ci stiamo preparando come facciamo da quaranta giorni a questa parte, per riscattare la brutta sconfitta subita contro il Bisceglie. Sappiamo bene che c'è tanto da lavorare e dobbiamo migliorare in tutti i reparti".

Il centrale pescarese poi, riesce a riscontrare delle analogie tra il primo Taranto di Dionigi e questo guidato da Tommaso Napoli: "Non ci siamo mai nascosti dietro l'alibi del ritardo di condizione e non lo faremo nemmeno adesso, qualcuno però dimentica che anche con Dionigi inizialmente non fu tutto rose e fiori. Facevamo fatica ad assimilare i suoi dettami, con il passare del tempo invece le cose sono andate molto meglio. Ci vuole tempo e sacrificio".

"Siamo un gruppo coeso – chiarisce Prosperi -, tutti lavorano sodo, sia gli under che i più "anziani", certo le responsabilità che gravano sulle nostre spalle sono maggiori, ma tutti fanno la propria parte".