TARANTO – Papalia saluta: “Pronti a fare un passo indietro per il bene del Taranto”
Dipingerla frettolosamente come una resa incondizionata, non permetterebbe di concedere quantomeno l’onore delle armi all’estenuante lavoro svolto da Emanuele Papalia e soci in questi ultimi due mesi.
Trattasi di passo indietro. Questo il termine più gettonato, la definizione più ricorrente. Questo il significato di una conferenza stampa dal sapore agrodolce, romantica se vogliamo, condita da un pizzico di legittimo risentimento celato in maniera egregia da chi conosce bene Taranto ed il robusto filo rosso che la lega al suo “pallone”.
La disquisizione dai risvolti quasi filantropici, oltre che calcistici tocca temi svariati, ricongiungibili facilmente con il rilancio calcistico e non di una città che in queste ore vive paure, angosce e tensioni degne delle migliori penne surrialiste.
A fare d’apripista è Emanuele Papalia, voce e volto della cordata che fino ad un manciata di ore orsono sembrava l’unica via percorribile per garantire al calcio tarantino un futuro degno del blasone (ormai un po’ sbiadito) che gli appartiene. “Bisogna cambiare mentalità – ha esordito il numero uno del Consorzio Asi – il calcio, non può più far capo ad una cerchia ristretta di persone; il Taranto in particolare, deve appartenere alla città, ai suoi tifosi. E’ inconcepibile che una comunità come la nostra, che vive di calcio 365 giorni l’anno, possa dissipare un bene così rilevante anche sotto il punto di vista sociale”.
Il periodo storico comunque, non aiuta chiunque abbia liquidità e voglia di tuffarsi in un progetto ambizioso, ma allo stesso tempo ingombrante, come risulta essere il rilancio del Taranto. Papalia, però non fa drammi e sottolinea alcuni aspetti primari del proprio impegno: “In un momento non facile come quello che stiamo vivendo, parlare di calcio potrebbe sembrare anacronistico, noi però stiamo cercando di fare la nostra parte affinchè il Taranto possa continuare a vivere. A legare tutti i componenti di questo gruppo è stata quella voglia di cambiamento, ormai necessaria per poter tagliare determinati traguardi”.
Il gruppo appunto, spicca al centro dei pensieri di Emanuele Papalia, che pur rivestendo un ruolo più che centrale all’interno dello stesso, non perde occasione per ringraziare quei compagni di viaggio che fino ad oggi lo hanno affiancato, tessendo le lodi non solo dei suoi soci più vicini , ma anzi cogliendo l’occasione per ringraziare pubblicamente l’amministrazione comunale, e per tirare fuori dal cilindro uno di quei nomi, che farebbe rizzar la pelle anche a chi risiede annualmente sui calendari autorizzati dalla Curia vaticana. “Mi sembra doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i nostri collaboratori fra i quali figura anche Ermanno Pieroni. Fondamentale poi, è stato il ruolo assunto dagli Assessori Francesco Cosa e Giovanni Cataldino, grazie ai quali siamo venuti a contatto con investitori di una certa portata”.
Il futuro però, a meno di clamorosi sconvolgimenti, sembra chiamarsi Colomba – Nardoni. Papalia ed i suoi questo lo sanno bene, e seppur con un briciolo di rammarico, sgombrano il campo, lasciando via libera al nascente progetto. “Esiste un altro gruppo disposto a fare calcio a Taranto, e noi a questo punto ci facciamo volentieri da parte, ponendo davanti a tutto quello spirito di servizio che ci aveva spinto ad adoperarci per questa causa. Si tratta di gente seria, che sicuramente opererà sempre per il bene del Taranto”.
