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TARANTO – L’illusione dura un’ora. Il Matera ricaccia il Taranto all’inferno

Un inspiegabile pomeriggio lucano. L'illusione di portar via tre punti dal "XXI settembre" dura un'ora, nella quale il caso sbalza un Taranto oltremodo rabberciato, ben due lunghezze avanti rispetto al Matera che incredulo, forse attonito incassa. La partita degli jonici però dura solo dieci minuti, poi al di là di ogni recriminazione (le ennesime di stagione ormai), si ha l'idea di una squadra senza nè capo nè coda, prima immobilizzata, poi colpita più volte ed infine inerme nell'angolo quasi ad aspettare che il destino, già segnato, compia il proprio corso.

Il senso d'impotenza è l'aspetto più preoccupante evidenziato della prova offerta quest'oggi dai rossoblu, rimasti immobili, quasi a specchiarsi di colpo, subito dopo la bella segnatura di Curri quando i padroni di casa, squadra costosa e con voglie d'alta quota (non soddisfatte fino a questo momento), hanno deciso di pigiare sull'acceleratore, quasi fosse sintomo di manifesta inferiorità.

La classifica parla un linguaggio comprensibile a tutti: otto punti in dieci giornate sta a significare meno di un punto a partita, sta a significare piena zona retrocessione e per chi solo qualche mese fa sentiva odore di calcio nobile, la graduatoria assume contorni tetri.

Pettinicchio recupera all'ultimo minuto Cordua, che va in panca ma deve fare a meno dei lungodegenti Occhipinti, Cosa, Terrenzio e Catalano. In avanti c'è Curri al fianco di Bongermino e Fumai, confermati in blocco centrocampo e reparto arretrato.

PRIMO TEMPO La partenza è da stropicciarsi gli occhi: dopo dieci minuti il Taranto è avanti due a zero. Prima Fumai su calcio di rigore decretato per atterramento di Biondo (infortunatosi in occasione del penalty e costretto ad abbandonare il campo qualche minuto più tardi) e poi Curri, sempre su assist dell'ottimo folletto barese firmano il vantaggio tarantino che però sin da subito incomincia a scricchiolare a causa della imponente forza d'urto degli uomini di Favarin. Il tecnico ex Lucchese e Ternana corre subito ai ripari buttando nella mischia l'attaccante Ceccarelli, che al 31' dimezza lo svantaggio insaccando di testa su traversone di Pinna. Inspiegabile la decisione del collaboratore del signor Diomaiuta che convalida la segnatura nonostante la posizione dell'avanti materano fosse chiaramente irregolare.

Il Taranto si difende e sfrutta come può le ripartenze. Sugli scudi il solito Fumai, che al minuto trentaquattro semina il panico nella retroguardia biancazzurra, chiamando ad un miracoloso intervento l'estremo difensore Bianco. Sulla ribattuta è colossale l'occasione che si divora Bongermino, bravo si, ad anticipare tutti mandando però la sfera fuori a portiere ampiamente battuto. Il Matera non sta a guardare e prima che il direttore di gara decreti la fine del primo tempo sciupa due occasioni, prima con Todino il cui tiro – cross lambisce il palo e poi con Cruciani, la cui sassata a botta sicura viene deviata in angolo da Maraglino.

SECONDO TEMPO L'espulsione di Giacomo Pettinicchio, nel tunnel che porta al terreno di gioco, fa da antipasto al secondo tempo che si apre con il Taranto in avanti: rapido scambio Fumai – Bongermino, con conclusione debole di quest'ultimo che non impensierisce Bianco. Al 15' il Matera pareggia. Prete non spazza un pallone pericoloso sul limite dell'area jonica, ne approfittano gli attaccanti di casa recuperano il pallone ed in mischia Todino trova il pari. Il gol del pareggio spezza le gambe al Taranto e galvanizza i materani che cinque minuti più tardi mettono la freccia e rifiniscono un sorpasso che ha del clamoroso: cross dalla destra, il solito Ceccarelli in acrobazia non lascia scampo a Maraglino che può solo raccogliere il pallone dalla rete.
La partita pirotecnica fin qui, di colpo si spegne. I lucani, paghi, amministreranno il risultato, gli uomini di Pettinicchio invece non troveranno la forza per reagire, limitando i propri tentativi ad un inguardabile calcio di punizione di Cosimo Sarli, che finirà mestamente la propria corsa sulla barriera.

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