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TARANTO – La curva Nord risponde a Campitiello. Poi nella serata di ieri l’incontro chiarificatore

Sembra essere rientrato lo strappo tra la curva Nord del Taranto ed il numero uno rossoblu Domenico Campitiello, manifestatosi domenica scorsa a Manfredonia. Il presidente degli ionici aveva abbandonato il “Miramare” in seguito alla contestazione messa in scena dai tifosi che protestavano contro l’utilizzo della terza maglia, quella blu, e lunedì sera aveva, poi, spiegato la situazione attraverso una nota ufficiale. La curva non ha tardato a chiarire la sua posizione attraverso un comunicato che riportiamo integralmente.

In merito alla contestazione civile, perché una contestazione verbale, da che mondo è mondo, è sempre una contestazione civile e rientra nei diritti di ogni essere umano attuarla quando si ritiene opportuno, avvenuta allo stadio Miramare di Manfredonia, la Curva Nord tiene a precisare che non c’è stata alcuna premeditazione nel contestare verbalmente la persona del Campitiello Domenico, nonché attuale presidente della nostra amata squadra di calcio. Il nostro dissenso è nato perché il signor Campitiello, in primis, è venuto meno alla sua parola dataci tempo fa quando, in seguito a un confronto, è stato invitato a non rappresentarci con quella maglia che tutto ha tranne i colori della nostra città, rassicurandoci che la stessa non sarebbe stata più indossata nel corso della stagione. Sappiamo benissimo che per questioni di marketing, quasi tutte le società di calcio devono avere in dotazione una terza maglia; l’avevamo l’anno scorso con Nardoni e company color oro con bande rossoblù, con D’Addario anni addietro color grigio con bande rossoblù, contro le quali la Nord non ha mai avuto nulla da obiettare; addirittura nella stagione 87/88 una maglia blu nel derby con il Bari, ma che di certo non richiamava le origini natali di alcun Presidente. Caro Sig. Campitiello, con tutto il rispetto che le abbiamo portato sino a oggi, noi siamo il Taranto e non la Paganese.

A tal proposito teniamo a precisare, soprattutto ai Tarantini stessi, che nessuno ha intenzione di vietare l’utilizzo di una terza maglia, sia ben chiaro, ma quest’ultima non deve essere una libera realizzazione del Presidente di turno per onorare la sua città, vedi la maglia biancoverde di Blasi per il Manduria e quella Blù dello stesso Campitiello pro Pagani. Non sappiamo se tale scelta sia stata determinata dalla delusione di non aver portato altre dodicimila persone allo stadio anche contro l’ultima in classifica, quando ormai i giochi di promozione diretta per noi erano già chiusi, ma i numeri degli spettatori a Taranto di recente sono anche questi: troppe le delusioni nel corso degli anni per convincere il pubblico a riempire lo stadio come una volta, anche se il signor Campitiello, di tutti questi numeri ne era già a conoscenza. Se la provocazione di Manfredonia, pur avendo a disposizione le maglie rossoblù e ben sapendo alla contestazione alla quale sarebbe andato incontro da parte della Curva Nord, sia solo un pretesto per abbandonare il tutto non ci è dato saperlo. Se lo stesso signor Campitiello avrà ancora voglia di restare alla presidenza del Taranto non sarà di certo la Curva Nord a mettergli il bastone fra le ruote, a patto che il Taranto scenda in campo con i colori che gli appartengono e che non rappresentino altre realtà sportive. Non barattiamo nessuna promozione con l’indossare una maglia con dei colori che non ci rappresentano e che siano diversi dai nostri, perché Taranto è nata rossoblù e con quei colori dovrà continuare a vivere e a rappresentarci, che sia in Serie A o in Terza Categoria.

In conclusione, vorremmo dedicare il nostro pensiero a tutta quella gente che grida ad alta voce e ci vomita addosso tutto il proprio sdegno, affermando che noi “ultras” siamo la rovina del Taranto e di Taranto. A questa gente vorremmo ricordare che noi siamo sempre le stesse persone che anni addietro contestarono i signori Pieroni, Blasi e D’addario quando nelle rispettive società qualcosa non stava funzionando e tutti voi ci fischiavate contro, dandoci addosso e descrivendoci come un cancro per la città di Taranto. Ma alla fine, purtroppo per la nostra storia calcistica e per voi, chi ha avuto ragione siamo stati noi, quel manipolo di “mafiosi”, “delinquenti” e “pseudotifosi” che dedicano tutto il loro tempo, la loro vita e la loro passione per questi colori senza considerare gli esborsi economici che affrontiamo con il cuore per seguire il Taranto portando in alto il nome della nostra Curva non solo la domenica, ma per tutta la settimana. Con questo non vogliamo affermare che siamo migliori di voi, ma di certo non ci riteniamo inferiori a nessuno.

Intanto, nella serata di ieri, c’è stato un incontro tra Campitiello ed i tifosi, il quale ha portato alla riconciliazione delle due parti, nella consapevolezza che il bene del Taranto è la priorità assoluta e solo restando uniti e remando tutti nella stessa direzione si possa conquistare la Lega Pro attraverso il difficile percorso dei playoff.

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