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NARDÒ – La società tuona: “Così non si può più andare avanti, serve modificare il protocollo”

Quando tutto sembrava portare alla ripresa del campionato, per il Nardò nella giornata di oggi è arrivato un nuovo rinvio, con la sfida di domenica contro il Real Aversa che è stata nuovamente posticipata. Una situazione che diventa sempre più difficile da gestire  per il sodalizio granata, con Scialpi e compagni fermi ai box da quasi un mese e ad oggi senza alcuna certezza di quando si possa scendere nuovamente in campo.

A proposito di tutto ciò, la società neretina ha parlato in una conferenza stampa dai toni abbastanza chiari e forti. A prendere la parola per primo è stato il presidente Donadei, che ha chiaramente fatto il punto della situazione.

DONADEI“Ci tenevano a fare il punto  della situazione, premettendo che questo non rappresenta assolutamente un attacco verso le istituzioni. Capiamo la difficoltà del momento e capiamo quanto sia difficile per il presidente Sibilia e per l’avvocato Barbiero prendere decisioni, quindi non è nostra intenzione puntare il dito. Il nostro non è nemmeno un attacco contro il Real Aversa che sta lottando con il Covid ormai da mesi. Capiamo tutte le difficoltà del caso, ma è anche giusto che in questo momento così delicato si espongano le situazioni che non vanno, perchè così è davvero impossibile andare avanti. Questo giocare e non giocare, queste date fissate e poi posticipate e poi accavallate con altri recuperi, non fanno certamente bene alla credibilità del campionato, che va indubbiamente salvaguardata. Oggi occorre intervenire sul protocollo, perchè  è ormai appurata l’inefficacia dello stesso.  Noi in questo periodo complicato lavoriamo dimostrando grande serietà mantenendo tutti gli impegni presi, ma è chiaro che pretendiamo che ci sia serietà da parte di tutti. o, che ha dimostrato di non essere efficace, e modificarlo. Noi ci siamo impegnati e ci impegniamo a mantenere la serietà verso tutti  ma la pretendiamo di rimando. Le società non devono essere lasciate sole, anzi dovrebbero essere coinvolte maggiormente in prima persona. È vero, la Lega ha elargito un piccolo contributo ma, purtroppo, non è sufficiente, davanti ad una situazione così drammatica occorrono interventi strutturali ed organici per sostenerci, altrimenti forse sarebbe più opportuno bloccare tutto e riprendere quando la curva epidemiologica lo consentirà. Noi non ci stiamo più a continuare con questo balletto e non escludiamo che se la situazione non dovesse cambiare, potremmo anche pensare a delle iniziative  clamorose”.

ANTICO –  “Noi come la maggior parte delle società di Serie D, abbiamo la responsabilità sui nostri ragazzi, alcuni dei quali sono lontani da casa, con famiglie e figli. Abbiamo degli impegni che dobbiamo mantenere, nonostante tutte le difficoltà del caso, con degli introiti quasi nulli. Siamo davvero preoccupati, perchè così quanto possiamo durare? Stiamo chiedendo ai nostri ragazzi tanti sacrifici trattenendoli qui, senza farli tornare alle proprie famiglie e, nei casi in cui non è stato possibile evitarlo, abbiamo richiesto il tampone prima del rientro. Quante altre società, ad esempio, hanno attuato questo stesso regolamento interno, se vogliamo definirlo tale. Molte società stanno facendo le furbe, perchè noi con nove senior infortunati abbiamo giocato normalmente, perchè alla base di tutto vi è la lealtà sportiva. Così non si può andare avanti, perchè altrimenti meglio fermarsi e aspettare che la curva scenda del tutto, perchè pretendiamo semplicemente chiarezza e regolarità del campionato”.

TOMAIn un momento così difficili servono delle regole salde, che valgono per tutte le società. Ad esempio da diversi anni nelle prime squadre esistono gli under, una delle regole potrebbe essere quella di sostituire gli eventuali indisponibili per contagio con i più giovani, come magari si verifica nelle serie superiori, a patto che comunque,  con uno, due, o tre positivi si giochi comunque, isolando semplicemente i contagiati. I contributi che stanno arrivando magari potrebbero essere utilizzati per fare dei tamponi più spesso e più tempestivi, con successivo isolamento degli eventuali contagiati dal resto del gruppo. Ovviamente le mie sono solo delle idee ma qualche soluzione più concreta si deve trovare perché quello di oggi non è calcio e, soprattutto, non è una situazione che le società potranno reggere ancora a lungo. Questo clima sta condizionato in maniera negativa anche il lavoro settimanale e giornaliero dei nostri ragazzi. Mi auguro di poter giocare il 22, perchè altrimenti sarebbe la fine di questa annata iniziata male e finita peggio”.

CAVALERA – “Credo che lo stato d’animo della società sia abbastanza chiaro. Ci auguriamo semplicemente che chi ha il compito di decidere, lo faccia in maniera quanto più chiara e tempestiva possibile. Capisco che in questo momento non esiste una decisione che accontenta tutti, ma oggi va presa una decisione forte e chiara. Servono delle regole e capire se è possibile ancora andare avanti o se si sta semplicemente aspettando di bloccare tutto”.