GALLIPOLI – Otto acquisti per i giallorossi, De Benedictis: “Chiedo a tutti buon senso, lasciateci lavorare”
Prima della ripresa degli allenamenti, nella settimana che conduce il Gallipoli alla sfida di campionato con il Pomigliano, si è svolta presso lo stadio “Bianco” una conferenza stampa in cui, in presenza del nuovo numero uno Saverio De Benedictis, del direttore generale Tony Cardellini e del direttore sportivo Silvio Allegro, sono stati presentati i nuovi acquisti. Ci sono sette volti nuovi ed un ritorno: dopo un breve periodo di separazione, infatti, torna a vestire giallorosso l’attaccante Simone Massari. Gli ultimi arrivati, invece, sono il portiere Alfredo Frigerio, il terzino sinistro Luca Maglione, il difensore centrale Gabriele Difino (che ha già esordito a San Severo), il centrocampista Alessandro Autiero, il trequartista Eustachio Zaccaro e gli attaccanti Gianluca Padovano e Lorenzo Franzese.
Ha esordito il presidente De Benedictis, puntualizzando su come le difficoltà ereditate dalla precedente gestione siano state tante e chiedendo, dunque, massima collaborazione da parte di tutti. “Stiamo cercando, con le persone che mi stanno vicino, di rafforzare la squadra ma non solo in termini tecnici, perché non mi piace la posizione che occupa, ma anche e soprattutto l’assetto societario vista la situazione deficitaria che è stata creata nel recente passato – ha spiegato – . Miracoli non ne possiamo fare, però chiedo a tutti il buon senso, soprattutto agli addetti ai lavori, di starci vicino e di fare il bene del Gallipoli. Siccome su di me si sono dette tante cose, allora mettiamo da parte il perbenismo: se qualcuno vuole sapere chi è Saverio De Benedictis venga a parlare con me direttamente, guardandomi negli occhi, visto che sono sempre disponibile. Ma non tollero le infamità. Per quanto riguarda i giornalisti, chiedo loro professionalità in ciò che si scrive, reale e non per sentito dire; confrontiamoci ma facciamolo in modo leale. Non voglio criticare nessuno, ma chi vuole boicottare e rompere le scatole si faccia da parte. Dico solo una cosa: lasciateci lavorare”.
Il massimo dirigente del Gallipoli ha fatto successivamente un primo punto della situazione: “Si sta facendo un discorso di sanificazione, un aspetto molto importante, senza entrare nel dettaglio degli errori commessi in passato. In questo momento ogni passo lo stiamo facendo in sordina, solo per il bene di questa società. Ci sono dei nuovi acquisti ed abbiamo dei giovani di ottime prospettive; certo, oggi siamo a zero punti, anzi meno tre, non dobbiamo dimenticarcene, e c’è da affrontare un’altra battaglia burocratica contro la Turris in cui dovremo difenderci perché c’è il rischio della sconfitta a tavolino e di un’ulteriore penalizzazione. Ma con i calciatori che ci sono, altri ne arriveranno, un tecnico sanguigno che conosce gli obiettivi della società e con umiltà e sacrificio penso ci toglieremo delle grosse soddisfazioni. Al di là di ogni scetticismo”.
Con il Pomigliano non dovrebbe esserci il rischio di traslocare lontano dal “Bianco”, con De Benedictis che ha ottenuto rassicurazioni dagli organi competenti. “Lo escludo perché siamo andati a sollecitare il Comune non più tardi di ieri; ho parlato con l’Ufficio tecnico e gli ingegneri e tutti mi hanno garantito che avrebbero risolto prima dell’inizio della partita di sabato, perché esordirà in casa la Juniores. Infine, colgo questa occasione per presentare in modo ufficiale le due persone che mi stanno dando una mano e sono state di buon consiglio, visto che qui sono l’ultimo arrivato. Il mio direttore generale, Tony Cardellini, una persona che ha capacità e sa dare delle giuste indicazioni. Ha preso a cuore questa causa comune; il signor Silvio Allegro, invece, è il nostro direttore sportivo”. E poi la conclusione: “Io vado avanti per la mia strada, chi vuole darci una mano sarà ben accetto, chi non vuole darci una mano andremo avanti ugualmente facendo il nostro lavoro. Non sono il salvatore della patria ma chiedo a tutti buon senso. E domenica io voglio una squadra che vincerà ed il campo pieno, perché ce lo meritiamo”.
