GALLIPOLI – Lo sfogo di Mangiapane: “Da settimane viviamo nella precarietà, impossibile motivare i giocatori…”
Delusione, amarezza, rabbia. È un 7-0, comprensibilmente, difficile da digerire per il Gallipoli, quello subito a Bisceglie. Al termine della gara, è Benedetto Mangiapane a presentarsi in sala stampa, sebbene non ci sia gran voglia di parlare; l’allenatore-giocatore giallorosso, in una delle giornate più nere del Gallipoli, prende le difese della squadra, apparsa ormai mentalmente spenta. “È una sconfitta dura – esordisce Mangiapane – ma non posso fare altro che ringraziare questi ragazzi e lo avrei fatto anche se avessimo perso dieci a zero. Questo stop, così come quelli con Gelbison e Cavese del resto, sono frutto della mancanza di serenità. Da settimane viviamo tutti quanti in uno stato di precarietà assoluta, tra mille difficoltà quotidiane e promesse continuamente disattese. In questo clima è veramente impossibile riuscire a trasmettere a dei calciatori, la maggior parte giovani, le giuste motivazioni. È inevitabile che alla lunga venissero fuori stanchezza e nervosismo e questo spiega il perché, nelle ultime gare, abbiamo sempre concluso in inferiorità numerica”.
Il riferimento del tecnico del Gallipoli è all’incerta situazione societaria ma, nel post gara, non mancano nemmeno le critiche all’atteggiamento del Bisceglie, reo, secondo Mangiapane, di aver infierito su una formazione ormai a pezzi. “È facile fare i fenomeni contro una squadra rimasta in nove – attacca il siciliano – . Incontrare il Gallipoli in questa situazione ed infierire sugli avversari non è bello. Ne prendiamo atto, ma bisognerebbe anche sapersi fermare dinanzi ad un avversario in palese difficoltà ed il Bisceglie non l’ha fatto, il che non va a loro onore”.
Laconica la conclusione di Mangiapane: “Al di là di tutto, ci metteremo la faccia fino in fondo, cercando di onorare la maglia che indossiamo, per la città e per i tifosi che sempre ci sono stati vicini con il loro sostegno. Davanti alla situazione che stiamo vivendo, diventa inutile parlare di arbitri o di altro. Speriamo che, per il bene del calcio gallipolino, si arrivi ad una soluzione quanto prima”.
