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GALLIPOLI – La società: “Non avvieremo alcuna trattativa per la cessione e non iscriveremo la squadra in D”

Gallipoli e Fiorentino, un matrimonio che non si farà. L’imprenditore di Cavallino ha deciso di tirarsi fuori dalla trattativa per l’acquisizione della società giallorossa viste le difficoltà ambientali ed il rifiuto netto nei suoi confronti sbandierato dalla curva Sud, anche attraverso un comunicato. La società di Calvi e Quintana, tuttavia, non si ferma a dichiarare la fine del rapporto con Fiorentino, ma punta il dito contro Barone. Di seguito la nota che la dirigenza ionica ha diramato.

Il futuro del Gallipoli è denso di nubi. E questo grazie alla volontà di pochi tifosi (sic!). Infatti, dopo il comunicato stampa della curva sud contro la cessione della società all’imprenditore Gianluca Fiorentino lo stesso ha comunicato di ritirarsi dalla trattative perché non esistono le condizioni ambientali per poter lavorare nella cittadina Jonica. La proprietà giallorossa, Davide Calvi e Sandro Quintana, si dichiarano molto rammaricati per la decisione presa da Fiorentino seppur comprendendola. Poiché alcune voci davano per certo di un interessamento da parte di Amorino Ingrosso e Marcello Barone verso la squadra gallipolina si è percorsa anche questa strada con delle veloci telefonate ma che hanno messo subito la parola fine alla nascente trattativa perché si è immediatamente compreso che di serio e concreto non c’era niente.

A questo punto la proprietà ha deciso di non avviare più alcuna trattativa e che se qualcuno vorrà assumere la guida della società giallorossa dovrà farlo tramite canali ufficiali con proposte altrettanto ufficiali e concrete. E, inoltre, si è deciso, di non procedere all’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie D considerato che a Gallipoli il destino del calcio è nelle mani di pochi facinorosi manovrati dietro le quinte, forse, da chi solo pochi mesi fa lasciava la guida del Gallipoli puntando alla sua radiazione. Proprio per chiarire alcuni aspetti della vicenda la società fa anche sapere che al momento dell’acquisto da Barone i debiti ammontavano a circa 60.600 euro. A questa somma vanno aggiunti anche i rimborsi spese mai effettuati per tutto il settore giovanile; fornitura d’acqua e le multe sportive mai pagate.

Di contraltare c’erano dei crediti (sponsorizzazioni) però inesigibili perché inesistenti. E da parte di Barone non sono state corrisposte le quote relative alle partite pagate con abbonamento e decorrenti dalla metà di dicembre 2014 fino alla fine del campionato e spettanti quindi alla nuova proprietà. A Barone invece sono state consegnate 31.000 euro quale fidejussione in Lega, però a dicembre c’erano 6.000 di euro per intemperanze dei tifosi e quindi in realtà erano poco meno di 25.000. Questo solo per chiarezza. Infine. La società fa sapere che a seguito di alcune minacce rivolte nei confronti dei dirigenti e al danneggiamento anche di una autovettura di loro proprietà nei prossimi giorni verrà presentata formale querela.

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