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CASARANO – Caracciolo: “La mia espulsione? Un’offesa al calcio”

CASARANO – Il risveglio è di quelli gelidi. La sconfitta della Virtus Casarano a Gaeta era l'incubo scansato della domenica appena trascorsa e si è realizzato. La gara che era definita non decisiva ma comunque fondamentale per i sogni rossazzurri, si è chiusa nel peggiore dei modi. Con la Virtus che si ritrova a otto punti dalla capolista Arzanese e quarta in classifica dietro anche a Nardò e Gaeta. Delle prime nove in classifica, il Casarano è la formazione che ha ottenuto meno punti in trasferta, dodici sui trenta a disposizione e sui 38 attualmente raccolti in saccoccia.

Il match in terra laziale è stato condizionato dagli episodi. A cominciare dall'espulsione, probabilmente troppo affrettata, del centrocampista Fabrizio Caracciolo dopo appena sedici minuti di gioco per doppia ammonizione, proseguendo poi per l'autogol che ha consentito al Gaeta di pareggiare e mutare il corso della partita. Eppure, la Virtus, almeno nella prima frazione di gioco, era apparsa ben disposta in campo tanto da sopperire brillantemente all'inferiorità numerica e andare al riposo in vantaggio di un gol. Il patatrac è avvenuto nella ripresa. Proprio Caracciolo, forse il protagonista, suo malgrado, in negativo, del match, commenta quanto accaduto al "Riciniello". Rientrava dopo diverse settimane dal primo minuto.

Caracciolo, allora cosa è accaduto in quei primi sedici minuti?
"Partiamo con il dire che non ci sono scusanti ma è purtroppo accaduto. Però una cosa va detta e cioè che l'arbitro (Pelagatti di Arezzo ndc.) è stato troppo esagerato e fiscale. Ha rovinato una gara e compromesso le sorti di una squadra. Non ho commesso falli o entrate eclatanti. Ero carico per la gara ma non ero nervoso. Mi sentivo come un cane tenuto cinque mesi legato ed ero determinato e voglioso di fare bene. Cacciarmi dopo sedici minuti di gioco è stata, a mio avviso, un'offesa al calcio. Non posso fare altro che chiedere scusa a tutti, alla squadra che ho lasciato in difficoltà e ai tifosi. Non ho dormito la scorsa notte e non riesco davvero a capacitarmi per quanto è successo. Però l'atteggiamento del direttore di gara è stato vergognoso e sbagliato fin dall'inizio attuando una disparità di valutazione. All'inizio della ripresa si è rivolto ad un giocatore del Gaeta dicendogli di stare tranquillo tanto sapeva che noi avremmo perso tempo. In ogni caso, non voglio cercare alibi o attenuanti. Chiedo scusa e mi dispiace moltissimo. Vorrei solo avere la possibilità di rifarmi".

Se l'era immaginato diversamente il suo rientro dall'inizio vero?
"Certo, mi sentivo bene, carico al punto giusto. Invece, è andato tutto storto. Eppure, avevamo giocato nonostante tutto un primo tempo eccezionale, poi due episodi nella ripresa ci hanno condannato cambiando la partita".

Si diceva che la trasferta di Gaeta non era determinante ma molto importante per il vostro futuro. Alla luce della sconfitta cosa cambia nei vostri programmi?
"Sapevamo fosse una partita difficie e aperta a qualsiasi risultato. Dobbiamo continuare a crederci, dando continuità alle nostre prestazioni e alle vittorie. Sette punti dalla prima sono recuperabili. Non sono pochi ma non sono poi tanti. E' nostro dovere non sbagliare più".

Mister Silva vi ha schierato in maniera più accorta con Da Silva in panchina?
"Era sempre un 4-3-3 ma più abbottonato e coperto con Cenciarelli e Galdean a coprire il centrocampo e Galetti e Chiricò là davanti. Era stata impostata bene, stavamo giocando bene, poi è successo quello che sappiamo".

Si aspettava la rimonta del Nardò?
"Nell'ultimo periodo sono venuti su forte e bene. E' un avversario in più".

Domenica la possibilità di riscattarvi al "Capozza" contro il Pisticci…
"Al di là dell'avversario, per noi conta d'ora in poi solo vincere. Dobbiamo infilare un filotto di vittorie altrimenti sarà dura".