BRINDISI – Il centenario e i colori della festa. Ecco le nuove maglie celebrative

La festa dei bambini e delle vecchie glorie. Il calcio brindisino spegne cento candeline e lo fa disegnando vicende e protagonisti su quello stesso terreno che oggi li ritrova a distanza di anni. Lo fa non solo con lo spirito della rievocazione, come se si guardasse un film in bianco e nero sulle cronache di un calcio che non esiste più, ma con la voglia di prolungare un secolo di calcio verso traguardi nuovi e ambiziosi. È un pomeriggio speciale quello del Franco Fanuzzi. E non lo è soltanto per gli appassionati che ricordano, con buona dose di nostalgia, le figure che hanno acceso passione ed entusiasmo, lo è anche per tanti ragazzi che hanno scambiato una passerella con i maggiori testimoni della maglia con la V.

Gli applausi scrosciano, entra in scena la nuova maglia del Città di Brindisi, omaggio a un cammino lungo un secolo, con quel numero 100 stampato a caratteri dorati, c’è attesa per incrociare uno dei mille racconti possibili legati al Brindisi di un tempo. E agli ex più anziani non manca la voglia di rispolverare vecchie amicizie e di condividere tratti di memoria. Un passo di vita speso tra i campi in terra che ora improvvisamente riaffiora con un sorriso fuori e un’emozione dentro. Sarà forse un calcio più vero a rivelarsi o soltanto i ricordi a far diventare comunicativi e gioviali. Tanti i nomi, oltre quaranta appuntati sulla scaletta della premiazione, anche per loro una maglia con il numero 100 che mette i brividi.

Ultima di una serie che ha attraversato il tempo con il suo strascico di trionfi e di amarezze, di risalite e di delusioni. Oggi non si consegnano trofei ma si guarda avanti. Da Cantarelli a Chiriatti, da Bastiani a Minervini, da Salerno a Bisceglia. La scena rivive come in un ritorno al passato che non può non strappare un tuffo al cuore. I cento anni del calcio brindisino appartengono a loro e al pubblico che li riconosce e li acclama, pensando a come sarebbe bello scrivere una nuova pagina di antologia. È la magia del calcio, quella che dai ricordi ritaglia un motivo nuovo per amare la squadra del cuore.

L’ultimo applauso cade sull’ingresso di José Ignacio Castillo, un misto di ammirazione per la carriera e di orgoglio per averlo svezzato nel calcio italiano ormai più di dieci anni fa. E mentre la tribuna affonda negli annali e nelle congiunzioni storiche, la gradinata dei bambini delle scuole calcio brindisine urla e si diverte, fa il tifo e prende in giro i pochi ma rumorosi tifosi baresi concentrati in curva nord. La festa non smette, è il clima dello speciale anniversario che trasforma lo stadio.

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Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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