SERIE C – Vuole il quarto posto, ha qualità ma non vince da due mesi: il Cosenza dell’ex Braglia
Nel giorno della festa del Papà nonché delle celebrazioni in onore di San Giuseppe, venerato sia in Salento sia ai piedi della Sila (tant’è che il match è stato posticipato a lunedì proprio per ragioni di ordine pubblico legate ai festeggiamenti per il Santo), il Lecce è chiamato a quella che in molti considerano la gara, almeno sulla carta, più difficile da qui al termine del campionato sul campo del Cosenza. Sfida decisamente ostica per i giallorossi di Fabio Liverani su un campo storicamente difficile e contro un collettivo, quello dei rossoblù di Piero Braglia, che vanta una rosa superiore rispetto all’attuale nono posto. I calabresi, al netto delle loro qualità, sono comunque invischiati nella lotta per un piazzamento playoff, non potendo puntare ad altro anche a causa di un andamento recente non di prim’ordine, con la vittoria che manca da quasi due mesi.
Con i suoi 75 precedenti, Cosenza-Lecce si presenta come una delle grandissime classiche della Serie C. E’ in terza serie che si sono infatti disputati la stragrande maggioranza degli incontri tra i due club, il cui bilancio vede il vantaggio giallorosso 28-25 (22 i segni “x”). Score che si ribalta e di parecchio contando le sole gare disputate al San Vito – Gigi Marulla, dove i salentini hanno esultato in 7 occasioni contro le ben 20 locali, più 10 pareggi. L’anno scorso in casa rossoblù finì 0-0, e all’anno prima risale invece il più recente successo leccese in terra calabra: pirotecnico 3-4 firmato proprio da Piero Braglia, ai tempi tecnico del Lecce. Nella stagione precedente fu Calderini a regalare i tre punti al Cosenza, nell’ultima vittoria casalinga. Nel complesso solo un mese fa i rossoblù sono riusciti nell’impresa di fermare la striscia positiva complessiva di mister Liverani, espugnando il Via del Mare grazie a uno 0-2 di Coppa griffato da Okereke e da una punizione dell’ex (uno dei tanti di giornata) Loviso. Nel match d’andata del campionato in corso fu una bordata da fuori dell’ex Mancosu a regalare tre punti importantissimi ai giallorossi.
Il Lecce, primo a +7 in questa fase calda e convulsa della stagione, avrebbe potuto avere una rivale in più per il primo posto oltre a Trapani e Catania, ovvero proprio il Cosenza. I rossoblù erano infatti partiti in estate con l’obiettivo di lottare per i piani altissimi, e il mercato portato avanti ne ha dato chiara dimostrazione, ma la squadra, affidata a Gaetano Fontana, ha notevolmente deluso, annaspando a lungo nelle sabbie mobili della zona playout. E’ servito l’arrivo in panca di Piero Braglia per risollevare le sorti dei Lupi della Sila, risaliti immediatamente grazie a una lunga serie di risultati positivi e al ritrovato equilibrio, elemento che era totalmente mancato in avvio di campionato.
Grazie a risultati convincenti, su tutti l’1-2 di Trapani e il 2-2 di Catania con altro colpaccio stavolta sfiorato solo nel finale, il Cosenza era riuscito a risalire fino ai piedi del podio, sognando un clamoroso aggancio almeno al terzo e quarto posto. Quest’ultimo resta l’obiettivo, ma la classifica attuale parla di un nono posto che non può far altro che costringere i rossoblù a guardarsi le spalle per garantirsi, quantomeno, l’accesso ai playoff. I calabresi non posso infatti sognare a causa di un non certo ottimo ruolino di marcia che li vede non vittoriosi da quasi due mesi. Un andamento negativo che ha portato grande nervosismo nel collettivo di Braglia, vedi le espulsioni di Bisceglie a Dermaku e allo stesso tecnico maremmano.
Se il mercato estivo in casa Cosenza ha fatto addirittura a concorrenza con quello delle altre big del girone, anche in gennaio i silani non si sono fatti mancare colpi di spessore. Braglia ha così potuto contare sugli innesti di Zommers tra i pali, Camigliano e Ramos in difesa, Braglia jr e Okereke a centrocampo, Ruffolo in attacco al mesagnese Perez, a lungo accostato al Lecce. L’assetto tattico è l’insostituibile 3-4-3, talvolta allargato a un 3-5-2 o 3-4-1-1, con Mungo a fare spesso e volentieri il buono e il cattivo tempo tra le linee.
