VIRTUS FRANCAVILLA – Magrì: “Tre punti pesanti. Grazie Caserta, società e città molto sportive”
Raggiante Antonio Magrì quando si presenta in sala stampa. Quella ottenuta a Caserta è una vittoria preziosa, dal peso specifico notevole, ma il presidente della Virtus Francavilla, oltre a questo, pone l’accento sul fair play del sodalizio campano e dei suoi tifosi. “Tre punti molto pesanti – esordisce – , ottenuti contro una squadra importante come la Casertana. Ci tenevo a ringraziare sia la società per l’ospitalità ricevuta ma anche il pubblico di Caserta, che è stato molto sportivo applaudendo i nostri calciatori a fine partite. Mi piace sottolineare questi aspetti importanti del calcio e sottolineare come Caserta sia una città molto sportiva. Ci tenevo a fare questa precisazione”.
La creatura di D’Agostino migliora a vista d’occhio e dalla sua ha una classifica certamente invidiabile. Merito di chi ha saputo aspettare: “Avevamo detto di avere pazienza – ricorda Magrì – , la squadra è tutta nuova così come lo staff tecnico. Non era facile ingranare subito ed ancora tante cose devono migliorare. Ma questo gruppo si sta dimostrando in crescita partita dopo partita, sta dimostrando di essere squadra, di non disunirsi ottenendo anche risultati, che poi è la cosa più importante. Credo ci sia ancora da crescere, mancano ventinove punti alla soglia della salvezza che resta il nostro primo obiettivo, quindi non dobbiamo esaltarci più di tanto ma continuare a fare bene come stiamo facendo. Devo dire che sono molto contento perché la squadra meritava questa vittoria, mi auguro che si crei ulteriore entusiasmo per la prossima partita in casa”.
Non è stato certo un esordio da ricordare per Luca D’Angelo sulla panchina dei Falchetti. Il neo allenatore analizza l’andamento del match: “Fino al gol, abbiamo fatto la partita, da lì siamo andati in tilt. Abbiamo provato a spingere, poi il secondo gol ci ha ucciso. Sotto il punto di vista dell’impegno, non rimprovero nulla ai ragazzi. Fino al gol, avevamo fatto meglio. I ragazzi sono preoccupati, l’impegno c’è stato – conclude – , bisogna lavorare sulla testa”.
