Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

SERIE C – Da ripescato a candidato al ruolo di matricola terribile: il Rende di Trocini

Al momento dell’ufficializzazione dei calendari di Serie C, nel leggere il programma della quarta giornata, nessuno avrebbe scommesso che, alla vigilia di Lecce-Rende, i calabresi sarebbero giunti nel Salento forti di due punti in più dei salentini. Anzi, se qualcuno avesse dovuto indicare quale tra le due compagini avrebbe avuto dopo tre partite la peggior difesa del girone e un cambio di allenatore già in archivio, questa sarebbe stata proprio la formazione rendese, che invece guarda dall’alto i giallorossi così come tante altre squadre del raggruppamento, forte di un sorprendente secondo posto. Per gridare al miracolo sportivo è certamente troppo presto, ma l’imprevista situazione conferisce certamente ulteriore incertezza al match del Via del Mare.

Principale realtà calcistica dell’omonima cittadina situata alle porte di Cosenza, il Rende Calcio 1968 festeggerà i suoi cinquantanni di attività in terza serie dopo un’assenza lunga trentatré anni. La storia del giovane club biancorosso conta sei annate (attuale inclusa) in C1/C, sommate ad altre sette tra i professionisti in C2. Un bottino non da poco per una società che rappresenta un comune di appena 35mila abitanti. Quella di domani con il Lecce rappresenterà la prima sfida faccia a faccia tra calabresi e salentini, che prima di quest’anno mai avevano incrociato i propri cammini.

La strada che ha portato il Rende a disputare la Serie C 2017/2018 è stata a dir poco tortuosa, visto che a rendere possibile la storica promozione è stato il gioco delle graduatorie. I biancorossi avevano infatti concluso la stagione passata solo al secondo posto dietro alla Sicula Leonzio, riuscendo però a risultare tra i primi club dilettanti aventi diritto al ripescaggio che inizialmente sembrava cosa fatta, poi è saltato e poi è stato ottenuto dopo il ricorso alla FIGC, accolto poco prima dell’avvio del campionato. Non è stata dunque un’estate facile quella del tecnico Brunello Trocini, confermatissimo dopo le stagioni in D e che non potendo puntare su un organico da prime file e su una grande esperienza tra i professionisti farà leva soprattutto sull’esuberanza dei tanti giovani e sull’entusiasmo della calda piazza rendese.

L’approccio con la nuova categoria è stato di quelli da incorniciare. Vittoria nel derby casalingo con la Reggina, rimonta ancora vincente ad Agrigento (2-3) e solo alla terza giornata i primi balbettii che hanno portato al ko interno con il più quotato Siracusa. Tre prove di sostanza che non solo sono valse sei punti preziosi, ma hanno anche dato consapevolezze importanti a una squadra costruita in ritardo causa solita inadeguatezza dei vertici federali nella compilazioni dei gironi di terza serie (vedasi l’ancor più clamoroso caso-Vibonese). L’obiettivo resta quello di salvarsi, e le percentuali di possibilità di raggiungere la meta sono certamente più alte dopo i primi turni di campionato.

Come detto, la forza del Rende non risiede certo nei singoli. La campagna acquisti è stata condotta con risorse non adeguate alla media del campionato, con la maggior parte degli elementi confermati e, degli innesti, quasi tutti sono provenienti da club dilettantistici. Tra i pali è arrivato dalla Maceratese Forte, in difesa ecco Pambianchi dal Taranto, Porcaro dalla Sicula Leonzio, Cavanese dall’Aversa e Savettieri dal Pomezia, a centrocampo il colpo è Franco dal Monopoli e in attacco Riccardo sempre dalla Sicula, a rinfoltire un reparto che vanta già buoni elementi come l’argentino Actis Goretta, Gigliotti e Vivacqua.