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SERIE C – Cerca il proprio ruolo nel campionato con una rosa ringiovanita: la Juve Stabia dell’ex Caserta

Nella passata stagione la sfida tra Juve Stabia e Lecce fu una delle più attese del campionato, visto che entrambe le squadre erano accreditate per il successo finale. Alla fine fu delusione per entrambe, visto che il loro cammino si concluse nei playoff. Qualcosa sembra essere cambiato invece nell’attuale torneo visto che, alla vigilia del nuovo scontro diretto, mentre i salentini di Liverani dividono con il Catania il primo posto, i campani di Caserta sono alla ricerca del ruolo da recitare nel torneo, dopo un avvio fatto di alti e bassi che li vede stabilizzati a metà classifica.

Espressione del calcio a Castellammare di Stabia dal lontano 1907 (unico club, assieme al Trapani, più antico del Lecce tra quelli facenti parte del girone C), la Società Sportiva Juve Stabia rappresenta una delle più prestigiose realtà del pallone campano, nonché seconda solo al Napoli nella provincia partenopea. Pur vantando appena quattro partecipazioni al torneo cadetto, i gialloblù sono invece tra i principali protagonisti nella storia della Serie C, categoria che hanno affrontato ben 33 volte nella loro ultracentenaria storia. Dopo i fasti dei tre anni in B targati Braglia, vero eroe dalle parti del Menti, le vespe hanno fatto ritorno in terza serie alternando campionati da protagoniste a stagioni più o meno incolori. Tutte alla Serie C/C1 risalgono le precedenti partite che hanno visto di fronte Juve Stabia e Lecce, a comporre uno score impietoso per i campani: un successo, tre pareggi e ben 10 sconfitte, con soli 9 gol fatti a fronte di 28 subiti. I giallorossi sono reduci da 5 vittorie consecutive, con l’ultimo pari datato 2014 (1-1 a Castellammare, gol di Moscardelli e Romeo) e l’unica sconfitta risalente al ’95-’96, 3-2 in terra stabiese. E con lo stesso punteggio, ma in favore dei salentini, si sono conclusi gli incroci della scorsa stagione. Per il Lecce all’andata a segno Pacilli, Tsonev e Caturano e al ritorno Marconi, ancora Tsonev e ancora Caturano.

Le due sopracitate sconfitte sono solo esempi delle delusioni raccolte nella passata stagione dalla Juve Stabia. Non tanto per il risultato finale, un dignitoso quarto posto con sconfitta negli ottavi playoff, quanto nel rapporto con le risorse per raggiungerlo. Dopo i proclami e le spese folli dell’estate 2016, in riva al Golfo di Napoli sembrano aver voluto correggere il tiro, abbassando le pretese e puntando su un gruppo ambizioso ma meno strabordante di nomi e più di gioventù.

Da qui la scelta di puntare su un tecnico giovane ed esordiente come Fabio Caserta (in coppia con Ciro Ferrara, solo omonimo dell’ex Juve), passato illustre da calciatore in Serie A con Catania, Palermo, Atalanta, Cesena e anche Lecce (33 presenze e 5 reti nel 2008/2009) e meno da tecnico, visto che è solo alla prima esperienza in una prima squadra. L’approccio con la nuova Serie C è stato a tratti incoraggiante, con 8 punti raccolti in sei gare frutto di due vittorie, due pareggi e due ko con Trapani e Bisceglie. L’impressione è che finora la Juve Stabia sia una mina vagante del torneo, poiché da un lato punta all’alta classifica in maniera legittima, visti i nomi in rosa, ma dall’altra l’altalena di risultati è chiaro segno che i gialloblù sono ancora alla ricerca della continuità e di identità e ruolo da recitare più definiti.

Il parco giocatori a disposizione di mister Caserta è, come detto, ringiovanito rispetto a un anno prima, ma di tutto rispetto. Porta affidata all’ex Spal Branduani, nella difesa guidata dall’esperto argentino Morero (passato recente al Chievo in A) ecco i più giovani Allievi, Nava e Crialese su tutti. Chiavi del centrocampo affidate a Giorgio Capece, appoggiato dalla stellina Mastalli e dal sempre temibile Matute, oltre all’ex Monopoli Viola e al sammarinese Berardi. In avanti Lisi, D’Auria, Costantini ma soprattutto il bomber e perno dell’attacco Daniele Paponi, media-gol invidiabile da gennaio in poi per la punta marchigiana.