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CAPO DI LEUCA – Da Liedholm a Eriksson passando per Rui Costa e Paulo Sousa: ecco Gian Pio Del Monaco

Il Capo di Leuca (Seconda categoria) si affida da quest’anno alle sapienti mani di Gian Pio Del Monaco che allenerà la prima squadra ma supervisionerà anche l’intero Settore Giovanile. Il nuovo tecnico è cresciuto nella Roma collaborando successivamente con Liedholm ed Eriksson dai quali ha carpito il loro stile e i loro metodi di lavoro. Con il tecnico svedese, conosciuto in Portogallo, ha lanciato giocatori del calibro di Rui Costa e Paulo Sousa. Poi, si è trasferito in Romania dove ha consacrato la propria preparazione vincendo un campionato di categoria con il Bihor.

Mister Del Monaco, ci spieghi questa scelta di venire a lavorare nel Salento.

“Innanzitutto, il motivo principale che mi ha spinto questa scelta è l’affetto che mi lega alla famiglia Caputo. Poi, mi hanno convinto la serietà del progetto e l’ambiente. Il Salento mi piace moltissimo, è una terra meravigliosa”.

Quali obiettivi si pone?

“Il primo obiettivo è quello di ricostruire un discorso tecnico di base. In molti giocatori, le basi, appunto, erano un po’ carenti. Ho già visto comunque qualcosa di buono nell’organico ma è presto per dire quali siano le finalità del campionato. Dobbiamo badare in primis a diventare una buona squadra”.

Lei si occuperà anche del Settore Giovanile vero?

“Certamente senza interferire nel lavoro dei miei colleghi. Ci sono bambini e ragazzi che possono avere delle prospettive. Una cosa è certa: questa società deve partire dai giovanissimi per arrivare in alto”.

Cosa può portare Del Monaco al calcio salentino e al Capo di Leuca?

“Penso di portare nel Salento, in generale, la mia esperienza. Quello che mi hanno insegnato Liedholm ed Eriksson, sia a livello professionale che come uomo. Per loro nutro una venerazione straordinaria”.

Il suo è un progetto a breve o a medio/lungo termine?

“Ho un accordo con il dottor Attilio Caputo di cui ho una grandissima stima. Credo che i miei trascorsi parlino per me, ovunque sono andato ho fatto bene, ho vinto in Romania e ho scoperto tanti giocatori. C’è una grande società di serie A del Nord dove è andato un mio carissimo amico, con cui ci sono dei contatti. La mia priorità è comunque il Capo di Leuca, poi tutto dipende da lui. Mi piace lavorare nel Salento e in questa società”.

Domenica si parte in Coppa e poi via al campionato: a che punto siete?

“In questo avvio, ci saranno molti ragazzi. Non siamo ancora pronti ma ho già visto qualcosa di buono. Ci vorranno però tre, quattro mesi di lavoro per raggiungere il top. Aspetto di recuperare qualche giocatore che si è riavvicinato alla società. Ci vuole tempo per costruire una squadra, è inutile fare proclami inutili. Bisogna solo lavorare con tranquillità e pazienza, sui giovani difficilmente sbaglio, o italiani o stranieri ho lavorato sempre in un certo modo. In questo gruppo qui ci sono tre, quattro bambini promettenti di cui sentiremo parlare”.