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2ª CATEGORIA – L’Atletico Racale protesta: “Ma quali minacce di morte! Ecco come sono andati i fatti…”

Riceviamo e pubblichiamo la ricostruzione fatta dalla società dell’Atletico Racale sui fatti di domenica scorsa, nella gara contro il Cutrofiano, puniti dal Giudice sportivo con la sconfitta a tavolino per lo stesso Racale e altre pesanti ammende verso alcuni calciatori (LEGGI QUI).

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Ore 13:15: Il sig. Tagliente Luca arriva allo stadio “L. Basurto” presentandosi in maniera impacciata con i dirigenti dell’Atletico Racale, senza che questi gli avessero in alcun modo rivolto parola.

Ore 13:35: Il sig. Tagliente si rivolge a mister Gianfreda chiedendo, con un’ora di anticipo, la distinta, cosa mai successa nelle sedici precedenti giornate sia in casa che in trasferta.

Ore 14:00: Inaspettatamente il sig. Tagliente, una volta avute le distinte, richiede che dalle stesse (sia da quella del Cutrofiano sia da quella del Racale) venissero depennati i due allenatori perché secondo il Tagliente non sarebbero stati in possesso del regolare cartellino. In più si rifiutava di riconsegnare alle società la copia delle stesse come prassi vuole nel pre-partita e qui sorge la prima irregolarità e la prima domanda… come mai??? Ma la cosa assurda e ridicola è che gli stessi allenatori, per le sedici giornate precedenti, erano sempre andati in panchina grazie ad una proroga rilasciata dalla Figc stessa!!! Il Tagliente dimostra quindi di non conoscere un particolare ben noto alla Figc, cadendo così nel ridicolo e lasciando sconcertate le due società che si sono viste costrette a togliere dalla distinta un dirigente ciascuno. Da questo particolare i dirigenti delle due società cominciano a manifestare tra di loro i primi dubbi sulla serietà di questo direttore di gara. Lo stesso Tagliente, in maniera grottesca, accusa le due società di non avergli permesso di svolgere il suo riscaldamento proprio per i problemi delle distinte stesse, come se questo fosse una colpa dei dirigenti e non della sua scarsa professionalità e preparazione.

INIZIO PARTITA: il sig. Tagliente, una volta dato il fischio d’inizio gara, si dimostrava completamente inadeguato nel dirigere la stessa, perché non azzecca mai una decisione giusta, sia per quanto concerne rimesse laterali e calci d’angolo, e sia per i contrasti che man mano nascevano, dato che era a tutti gli effetti uno scontro salvezza. In più si dimostrava poco propenso al dialogo con i calciatori rendendosi autore di manie di protagonismo indispettendo sia i calciatori stessi e sia le poche decine di tifosi che nel frattempo prendevano posto sulle gradinate dello stadio. Tutto questo avveniva sotto gli occhi di un ispettore di gara che stranamente si trovava in tribuna (e questa non è la prima volta quest’anno) e che una volta successo il parapiglia causato dal sig. Tagliente, si vergognava a presentarsi nello spogliatoio per prendere le parti dello stesso Tagliente. E come poteva farlo??? Come poteva mai scendere nello spogliatoio per difendere l’indifendibile??? Badate bene signori che in tutte le altre circostanze, o meglio, in tutte le altre gare disputate dall’Atletico Racale sia in casa che in trasferta, dove si fosse manifestata la presenza di un qualsiasi ispettore di gara, lo stesso aveva sempre fatto la comparsa nello spogliatoio arbitrale per discutere della partita con i dirigenti. Ma questo lo vedremo in seguito.

21′ del primo tempo: la prima nefandezza del signor Tagliente avviene in occasione del gol del vantaggio del Cutrofiano, quando, dopo un evidente fallo di mano da parte di un difensore degli ospiti, lascia correre consentendo un contropiede che finisce col gol del vantaggio dopo che la squadra dell’Atletico Racale si era fermata attendendo invano il fischio del direttore di gara, scatenando cosi le prime veementi proteste della squadra di casa e dei suoi tifosi.

37′ del primo tempo: dopo uno scontro di gioco tra il calciatore Matteo Chetta e il calciatore Balena, quest’ultimo tentava di colpire il Chetta, mentre si trovava steso al suolo, con un pestone. Il Chetta, in un momento di poca lucidità e dopo tantissime provocazioni subite in precedenza dal Balena sotto gli occhi dell’arbitro, tentava a sua volta di colpire il suo avversario. Qui succedeva l’inverosimile e cioè: il direttore di gara estraeva il cartellino rosso dirigendosi minacciosamente contro il Chetta con l’intenzione di espellerlo. A questo punto il calciatore dell’Atletico Racale, Francesco Corsano, e il capitano Stefano Inguscio, nonché il capitano del Cutrofiano Bandello si dirigevano verso il Tagliente per fargli presente che i calciatori da espellere erano entrambi e non solo il Chetta. Di minacce di morte, di spintoni, dita sul petto e di mani che tenevano i polsi del sig. Tagliente, non vi e assolutamente traccia e questo lo possiamo ampiamente dimostrare con un video in nostro possesso girato amatorialmente da un tifoso sulle gradinate. Ecco dunque la prima menzogna dichiarata da questo pseudo arbitro, che, come vedremo, non sarà l’unica e pertanto ci riserviamo noi dirigenti dell’Atletico Racale di utilizzare il sopra citato video nel caso in cui ci dovessimo rivolgere alla magistratura ordinaria. Ovviamente tutto ciò avveniva sotto gli occhi della tifoseria locale che solo a questo punto e solo verbalmente manifestava civilmente il suo disappunto (anche questo è dimostrabile dal video in nostro possesso). Resosi conto di non avere più il polso della situazione sotto controllo e in evidente stato di panico il sig. Tagliente scappa nel suo spogliatoio chiudendosi a chiave e chiamando tramite il suo cellulare la polizia municipale e ben quattro pattuglie di carabinieri. Ora ci chiediamo: da chi dovevano difenderlo tutte queste forze dell’ordine??? Dai calciatori increduli e sconcertati rimasti da soli nel campo??? Oppure da trenta tifosi che dalle tribune non sapevano se ridere o piangere??? E ancora: come mai il Tagliente si rifiutava di tornare in campo dopo che il funzionario della polizia municipale e il maresciallo dei carabinieri lo esortavano e lo incitavano a riprendere normalmente la gara, perché, di fatto, non vi era nessun pericolo??? Era per caso già venuto prevenuto??? È come mai scappava via scortato dai carabinieri senza avvertire nessun dirigente e capitani delle rispettive squadre che la partita era sospesa??? E come mai l’ispettore di gara scompariva misteriosamente dallo stadio senza passare dallo spogliatoio quanto meno per assicurarsi che effettivamente vi fosse una situazione di pericolo oppure no per il sig. Tagliente stesso??? E ancora, come mai un Giudice sportivo si permette di sanzionare in maniera pesante (dalle 6 alle 8 giornate a ciascun calciatore di squalifica) mezza squadra dell’Atletico Racale dando retta a ciò che dice un arbitro sperimentale (a detta della Figc in persona del presidente Tisci) in più dandoci partita persa a tavolino 0-3 senza accertarsi realmente come sono andati i fatti??? Alcune risposte il presidente Alfarano e i dirigenti tutti dell’Atletico Racale se le stanno cominciando a dare!!! E nel mentre decidiamo il da farsi sappiate che non stiamo escludendo affatto l’ipotesi di rivolgerci alla magistratura ordinaria contro il sig. Tagliente e contro tutti quelli che cercano in questa marcia storia di difenderlo e di attaccare la nostra onestissima società mentendo spudoratamente.

Ma una cosa ci teniamo a dirla, a Racale, in qualsiasi categoria, nessuno in 70 anni di calcio si è mai permesso di torcere un capello ad un arbitro e questo lo dobbiamo ai nostri concittadini e in più vogliamo ricordare a tutti che il presidente Alfarano e tutti noi dirigenti dal primo giorno di fondazione abbiamo, nel nostro piccolo e con umiltà, cercato di portare avanti quelli che sono i veri valori dello sport, ossia lealtà e correttezza e mai avremmo permesso che un nostro calciatore avesse rivolto minacce di morte a un direttore di gara o contro un qualsiasi avversario… saremmo stati noi i primi ad intervenire mettendolo fuori squadra… noi siamo l’Atletico Racale e non ci fermeremo finchè giustizia non verrà fatta…