UGGIANO – Dallo Sporting Lisbona a Lima, la storia di Moreira De Giorgi: “Qui si insegna calcio”
Origini salentine da parte di padre e portoghesi da parte di madre, André Moreira De Giorgi è una delle più belle sorprese di questa prima parte di stagione in Promozione e non solo. Attaccante classe 1995 forte fisicamente, veloce palla al piede e dotato di una tecnica di categoria nettamente superiore, con la maglia dell’Uggiano si è messo in mostra a suon di gol e assist preziosi in un campionato difficile ed equilibratissimo, per la gioia di tifosi, società, e di mister Francisco Lima, con cui parla la stessa lingua. Letteralmente (il portoghese) e metaforicamente (quella di un certo tipo di calcio). Il giovane attaccante mancino si è raccontato ai microfoni di 99° Minuto per la prima volta, soffermandosi sulla sua formazione calcistica in giro per il mondo e sulle ragioni che lo hanno portato nel Salento.
De Giorgi ha iniziato a giocare in Portogallo, sua terra natale, per poi emigrare dall’altra parte dell’Atlantico: “Mia madre è portoghese e a Lisbona ho trascorso la mia infanzia, approcciandomi al mondo del calcio. La mia prima scuola è stata quella dello Sporting Lisbona, nel quale ho fatto quasi tutta la trafila prima di passare al Belenenses e all’Estoril, tutte formazioni giovanili che vantavano una prima squadra nella Serie A portoghese. A quegli anni devo tantissimo, perché nei settori giovanili in Portogallo si punta molto sulla preparazione tecnica dei ragazzi e quello è un aspetto su cui ho lavorato molto sin da piccolo, trovandomi avvantaggiato nelle successive esperienze. Ho quindi deciso, assieme ai miei genitori, di sfruttare l’opportunità di avere una borsa di studio grazie al calcio negli Stati Uniti, dove ho potuto studiare e giocare a livello di College, che per gli americani sono una sorta di Serie B. Ho giocato in Arkansas, Tennessee e infine New York. Lì sono migliorato tantissimo dal punto di vista fisico e nell’atteggiamento sempre rivolto al migliorarsi per vincere. La fame di vittoria che c’è nello sport americano porta alla cura di ogni dettaglio, sia atletico che della vita privata dello sportivo, che è elemento cardine di ogni professionista”.
Poi, in estate, ecco la chiamata, tra le tante, dell’Uggiano, occasione per esaudire un doppio desiderio: “Ho sempre voluto vivere nel Salento, perché mio padre è originario di Lecce e io non ci ero mai stato prima qui. Poi c’è l’aspetto calcistico: in Italia per i calciatori tecnici ed offensivi non è mai facile perché si ha a che fare con difese abili, ben impostate in campo e che contano su tattiche ben messe a punto da parte degli allenatori. E, non meno importante, c’è la società che in cui ho scelto di giocare, l’Uggiano. Un club serio in cui si insegna calcio e si ha una grande passione e voglia di lavorare. Sono stato accolto benissimo da mister, compagni e dirigenti, e di questo li devo ringraziare perché mi ha aiutato molto ad esprimermi bene in campo, anche se voglio migliorare ancora”.
E a guidare la ciurma gialloblù c’è un allenatore che tanta esperienza ha da trasmettere ai suoi ragazzi: “Mister Lima ci sta dando tanto sotto ogni punto di vista. Con lui mi trovo bene, tra di noi parliamo anche la stessa lingua, il portoghese, sebbene in campo ovviamente si comunichi sempre e solo in italiano. E’ stato un grande calciatore e lo si capisce in ogni consiglio e insegnamento che da, in particolare dalla cura di ogni dettaglio tecnico, atletico e tattico che a me piace molto. Con uno come lui si possono fare grandi cose”.
