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TRICASE – Ruberto: “Racale, la partita più brutta che ci poteva capitare…”

Nel Tricase dei giovani, il volto dell’esperienza è quello di Maurizio Ruberto. Il capitano, tricasino doc, è il faro della squadra, il punto di riferimento del reparto avanzato, il finalizzatore implacabile che con i suoi dodici gol, secondo in classifica marcatori alle spalle di Luciano Quarta, sta condizionando, in maniera decisiva, la classifica dei rossoblu. In una fase del torneo in cui è ancora presto per i verdetti o per fare bilanci, l’unica certezza è che il Tricase è la vera rivelazione del campionato. “Siamo partiti in sordina, alcuni giocatori avevano bisogno di un rilancio, altri rappresentavano un punto interrogativo – ammette Ruberto -. “Ma grazie al lavoro costante sul campo ci siamo rivelati un’ottima squadra. Non abbiamo paura a giocare a viso aperto sempre con tutti e i risultati ci stanno dando ragione. Ecco perché possiamo essere considerati la rivelazione”.

Se al capitano rossoblu avessero detto, in estate, che a questo punto della stagione il Tricase sarebbe stato terzo, a sei punti dalla seconda e in piena lotta play off, ci avrebbe creduto? “Assolutamente no. Forse ci avrei sperato, ma niente di più. Siamo una squadra molto giovane. Come under abbiamo solo dei classe 1998, che però si stanno rivelando la nostra forza”. E adesso che la squadra è lanciatissima, dove vogliono arrivare Ruberto e compagni? “Il primo obiettivo stagionale è raggiunto. Ora che siamo matematicamente salvi, possiamo concentrarci sulla lotta play off. Anche perché la società a dicembre è intervenuta sul mercato regalandoci tre innesti mirati, che hanno innalzato il livello tecnico della squadra. Con il loro arrivo abbiamo acquisito più sicurezza e ci siamo ulteriormente responsabilizzati. Io ci credo”.

Un andamento, quello dei rossoblu, che ha subito un crescendo nel corso della stagione. C’è una partita della svolta?Quella contro l’Uggiano: la sconfitta ci ha fatto capire che senza la massima concentrazione non siamo niente”. E oggi, impegno non semplice contro un avversario affamato di vittorie. “È la partita più brutta che ci poteva capitare in questo momento. Il Racale viene da un periodo negativo, è da tanto tempo che non vince per cui scenderà in campo con il dente avvelenato. Ma noi non vogliamo fermarci. Tra l’altro per me non si tratta di una partita come tutte le altre. Nella passata stagione sono stato a Racale fino a dicembre: lì ho stretto rapporti interpersonali fantastici, che vanno aldilà del calcio”.

Tra tutte le squadre affrontate, quale ritiene la più forte? “Il Galatina dispone di un’ottima rosa e contro di loro ci siamo tolti la soddisfazione di vincere una grande partita. L’Avetrana è una compagine molto quadrata e cinica. Sono contento per mister Pellegrino, che conosco molto bene per averci giocato assieme a Nardò. Ma la squadra che più mi ha impressionato sul piano del gioco è l’Uggiano. Mister Portaluri sta svolgendo un ottimo lavoro: riesce a tenere unito il gruppo e a metterlo bene in campo”. Infine, la lotta per l’affermazione finale nella graduatoria cannonieri. Non sarà facile, Quarta è avversario di grande spessore. “Siamo entrambi due buoni giocatori, capaci di andare in rete con regolarità. Lui mi piace molto, è un attaccante completo. Ora che la sfida è lanciata, ci tengo a vincere questa particolare classifica. Le gratificazioni fungono da stimolo”.

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