MAGLIE – Adamuccio lancia l’allarme: “Situazione drammatica, al 90% il calcio sparirà da qui”
Continua a rimanere senza soluzione la crisi che sta attanagliando il calcio magliese. Dopo la consegna del titolo nelle mani del sindaco, all’indomani della chiusura del campionato, nessuno si è ancora fatto avanti per rilevarne la titolarità. “Vi sono stati due avvicinamenti, da parte di due distinte persone, ma il tutto si è risolto in un nulla di fatto” – annuncia il direttore sportivo uscente, Lorenzo Adamuccio -. “In realtà ho come la sensazione che fossero più che altro delle trovate pubblicitarie. In ogni caso, la situazione legata allo stato dello stadio, ridotto a vera e propria struttura fatiscente, non aiuta. A oggi la situazione resta drammatica: ci sono il 90% delle possibilità che il calcio scompaia da Maglie”.
Una previsione nefasta, figlia delle circostanze. “Abbiamo consegnato il titolo subito dopo la fine del campionato per consentire all’amministrazione comunale di potersi attivare immediatamente. Ma evidentemente il sindaco non si è ancora reso conto della gravità della situazione. Invoco un maggior impegno da parte sua”. Il disimpegno della società uscente, invece, è totale e irreversibile. “Probabilmente la piazza magliese è stata abituata male, con i soliti noti pronti, nel corso degli anni, a salvare la baracca e ciononostante oggetto di critiche gratuite da parte di taluni personaggi. Stavolta, però, è diverso. Col sindaco siamo stati chiari: non c’è spazio per i ripensamenti”.
Chiusa l’esperienza con la Toma, quale futuro aspetta Lorenzo Adamuccio? “Tornerò a dedicarmi completamente al lavoro e alla famiglia, troppe volte sacrificati a favore del calcio. In questi anni ho sentito il dovere morale di fare il dirigente, perché anch’io volevo dare il mio contributo affinché il titolo fosse fatto salvo. Da tifoso innamorato di questa maglia, mi auguro che qualcuno possa farsi avanti e prendersi carico della società. In tal caso sarei disposto a dare un contributo, ma solo di natura economica, attraverso un contratto di sponsorizzazione con la mia azienda. Ho smesso i panni del dirigente: d’ora in poi indosserò solo quelli del tifoso”. E a proposito di tifosi, il pensiero dell’ex dirigente giallorosso va proprio a loro. “Chi pagherà per la fine del calcio sono soprattutto quelle persone che hanno sempre mostrato attaccamento incondizionato alla maglia, dando il proprio sostegno su ogni campo e in qualsiasi circostanza. Abbiamo una tifoseria eccezionale, credo senza eguali”.
