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[ESCLUSIVA SS] CASARANO – Dal River al Casarano, passando per l’Abruzzo. Ecco Regner: “Vogliamo la Lega Pro”

Sin dalle prime prime partite di campionato, Ivan Regner ha subito convinto tutti delle proprie capacità. Grande tecnica e forza fisica le sue doti migliori, che ne hanno fatto un giocatore insostituibile per Alessandro Longo.

Non comune, inoltre, la personalità del ragazzo, forgiatasi soprattutto in questi cinque anni lontani dalla sua Argentina. "Sono stato per quattro stagioni a Canistro, in provincia di L'Aquila – dichiara il calciatore classe '89 in esclusiva ai nostri microfoni –, nel campionato di Serie D. Nel 2012 ho tentato di tornare in Argentina, ho giocato per tre mesi nel River Plate ma le cose non hanno avuto seguito. A gennaio sono poi tornato in Abruzzo, per il campionato di Promozione con la maglia del Cupello".

Ivan, dopo tutti questi anni in Abruzzo, perché hai scelto Casarano?
"È tutto merito del ds Inguscio, mi ha convinto lui. Mi sto trovando molto bene, a partire dalla società, per poi arrivare allo staff tecnico e al gruppo. Lavoriamo tanto, ma bene".

Con le tue prestazioni hai subito raccolto consensi e realizzato tre reti, ma tu non sei una vera punta…
"È vero. Io sono un trequartista, anche se nei primi anni a Canistro ho ricoperto vari ruoli: esterno, terzino e centrocampista. Ma preferisco giocare un po' più dietro, sia che l'attacco sia a uno o a due".

Quello che si nota dall'esterno è che siete un grande gruppo. Con chi hai legato di più?
"Siamo un grande gruppo e sin dal primo giorno ho capito che possiamo e dobbiamo vincere tutto. Poi ho trovato due connazionali veri e qualche mezzo argentino…".

Ok ti riferisci a Scala e Ruggiero, ma i mezzi argentini chi sarebbero?
"Sì sono loro – ride, ndr -. Gli altri sono De Razza, Fraschini, Rosciglione e Tamborrino. Stiamo sempre insieme e mi trovo bene con loro, fuori e dentro al campo".

Dove può arrivare questo Casarano?
"Il Casarano deve arrivare in Lega Pro. Abbiamo una grande tifoseria alle nostre spalle, dobbiamo continuare a dare il meglio di noi stessi in campo e loro devono continuare così in curva".