BRINDISI – Scarcella: “L’obiettivo è riportare il club in categorie che gli competono”
Si è fatto attendere come la sposa che arriva in ritardo all’altare. Lascia tutti con il fiato sospeso, ma poi giunge inesorabile. Perché il suo feeling con il gol non tradisce. Perché il feeling con quei colori ha qualcosa di sacro e di speciale. Salvatore Scarcella ci ha impiegato quattro giornate per andare in rete, ma se non altro il suo gol è servito a regalare tre punti importantissimi al Brindisi e la prima vittoria in campionato, dopo tre pareggi consecutivi. Un digiuno che il forte attaccante motiva così. “All’inizio ho avuto qualche problemino fisico, ora definitivamente risolto. Poi si sa, nelle prime giornate non è mai semplice. Inoltre, scendendo di categoria, le difficoltà sono, paradossalmente, aumentate, perché a differenza dell’Eccellenza, dove le squadre giocano e ti consentono di giocare, in Promozione le squadre sono molto più chiuse e dunque gli spazi diminuiscono, specialmente per me, che vengo fatto oggetto di marcature strettissime”.
Si è sbloccato lui, ha iniziato a vincere il Brindisi. Sarà che oltre che capitano, è anche un po’ talismano. Di sicuro non gli mancano carisma e idee chiare, sia dentro che fuori dal campo. “In tutti questi anni ho sempre fatto le fortune delle società in cui ho militato – sottolinea Scarcella -. “Adesso è arrivato il momento di far rivivere il blasone della squadra della mia città. Il mio obiettivo primario è quello di far risalire il Brindisi nelle categorie che gli competono. Come squadra abbiamo il dovere di riportare quanta più gente possibile allo stadio, attraverso i risultati e le prestazioni. A livello personale non mi pongo mai limiti e penso solo a fare bene, mettendomi al servizio completo dei miei compagni. D’altra parte i gol non contano nulla se non arrivano i risultati. Quest’anno poi le responsabilità sono ancora più grandi perché indosso la fascia di capitano. È un onore e una grande gratificazione. Ringrazio il mister per la fiducia accordatami”.
L’anno zero per il Brindisi è partito in pratica nella passata stagione. In questa, si vuole provare a gettare le basi per il rilancio definitivo. “Abbiamo una società solida, che si è rinforzata con nuovi innesti e che intende fare le cose in grande, a partire dal settore giovanile. Il presidente ha fatto sforzi enormi per allestire una rosa importante. Adesso tocca a noi”. Bisogna soprattutto iniziare a correre, perché il Tricase è già in fuga. “Purtroppo all’inizio abbiamo avuto qualche problema di formazione, perché avevamo parecchi giocatori infortunati e squalificati. Inoltre, poi, contro di noi tutti si esaltano, perché siamo una società blasonata e con tanti tifosi al seguito. Anche contro il Grottaglie non è stato semplice: al Fanuzzi i tarantini hanno ben figurato. Abbiamo avuto bisogno di qualche giornata per calarci nella mentalità della categoria, ma ora che sappiamo com’è l’andazzo siamo preparati ad affrontare qualsiasi avversario”.
A partire da quello di domenica prossima. Quel Carovigno che, nel recupero di ieri, è riuscito nell’impresa di sbancare il comunale di Leverano, portandosi a -2 dal Tricase capolista. “Sarà una partita difficilissima. Il Carovigno viene da un ottimo momento, dispone di calciatori di categoria e ha un bravo allenatore. Ma per quanto ci riguarda, abbiamo a disposizione un solo risultato, la vittoria. Ce lo impone la società, ce lo impongono i tifosi. Ogni domenica dobbiamo scendere in campo per vincere. È la mentalità che sto cercando di inculcare soprattutto ai più giovani”. Grandi propositi, che vanno a misurarsi con un torneo di grande livello. “Sarà un campionato difficile e per nulla scontato. La vittoria dell’Avetrana nello scorso dimostra come servano soprattutto il lavoro, lo spirito di sacrificio, le motivazioni e il cuore prima ancora che i nomi. Secondo l’opinione corrente il Fasano è la squadra più forte. Dal mio punto di vista è al pari di altre 2-3 compagini. Noi siamo un gradino sotto, perché abbiamo una società e una squadra molto rinnovate. Ci sarà comunque da divertirsi e le emozioni non mancheranno”.
E per la verità qualche emozione il Brindisi l’ha già regalata in pre-campionato, quando mister Marangio è stato sollevato dall’incarico. “È stato un po’ come un fulmine a ciel sereno, ma il gruppo si è rimesso alla decisione della società e non ci siamo per nulla disuniti, ma, anzi, abbiamo fatto ancora più quadrato. Entrambi sono bravissimi allenatori. Mister Ribezzi ha dimostrato subito di avere le idee chiare. È un tecnico giovane, che applica un calcio molto moderno. Non è stato difficile adeguarci alle sue idee di gioco”.
