VEGLIE – Squalifiche post Uggiano, Catamo non ci sta: “Falsità, vi spiego la mia versione…”
Non ci sta il dirigente del Veglie Lorenzo Catamo dopo aver ricevuto l’inibizione, da parte del Giudice sportivo, sino al 22 giugno prossimo per alcuni rilievi riportati a referto dall’arbitro di Uggiano-Veglie di domenica scorsa, sig. Gianmarco Miccoli di Brindisi. Ecco la sua nota integrale.
“Egregi signori, è con profondo rammarico che prendo atto della motivazione con la quale sono stato inibito dalla mia carica di dirigente dell’A.S. VEGLIE per ben cinque mesi dopo la gara UGGIANO-VEGLIE di domenica 18 gennaio 2015 e che riporto integralmente non senza notare che, se corrispondente al testo reale (perché l’ho desunta dai siti sportivi), è scritta in cattivo italiano ed è assolutamente incongruente oltre che falsa, del tutto infondata e lesiva della mia dignità di uomo e di professionista. E allora, in essa è scritto: ‘Perché a fine gara entrava nello spogliatoio dell’arbitro per ritirare i documenti dei tesserati della propria squadra, e si rivolgeva nei confronti del Direttore di gara minacciandolo ed invitandolo ad arbitrare a favore della soc. A.S. VEGLIE (dopo la partita?, n.d.a.). L’arbitro con l’ausilio dei carabinieri presenti, riusciva ad allontanare lo stesso dal proprio spogliatoio che continuava ad inveire con frasi gravemente ingiuriose (chi? lo spogliatoio?, n.d.a.)’.
Premetto che ho quasi sessantacinque anni e qualche acciacco fisico, che da oltre trenta anni (gli ultimi ventisei continuativi) sono dirigente con varie cariche dell’A.S.VEGLIE, che nell’A.S.VEGLIE sono vissuto perché avevo dieci anni quando la società è stata fondata (1960) da un gruppo di amici, tra i quali mio padre Antonio (anche lui presidente dal 1964 al 1967), che ho sempre difeso gli arbitri (tra l’altro l’arbitro Giannoccaro è mio buon amico personale!) e ho fatto sempre opera di moderazione (anche domenica 18 gennaio) nei loro confronti affermando che, se essi sbagliano (come è umano che sia), la squadra deve vincere con la sua forza e sono convinto, infine, che non si possa mai infierire su una persona sola e indifesa. Detto ciò, aggiungo che esercito da quarant’anni la professione di avvocato e che sono ben cosciente di quello che si può rischiare minacciando una persona e, in vita mia, non l’ho mai fatto in nessun ambiente.Chi mi conosce sa benissimo che, per educazione ricevuta, cerco di mantenere un tratto signorile anche nelle circostanze più scabrose, perché sono molto rispettoso della mia dignità personale e del mio decoro. E figuriamoci se poteva accadere diversamente domenica, dopo che l’A.S.VEGLIE aveva perduto per 6-0 contro una squadra indubbiamente più forte. Perciò, vi dico come sono andate realmente le cose, al di là di quello che ha scritto questo ragazzo inconsapevole del male che fa quando scrive bugie: terminata la gara, ho chiesto una prima volta all’arbitro di poter ritirare i documenti ed il sig. Miccoli mi ha pregato di attendere qualche minuto per la compilazione del referto.Quando sono ritornato, sono entrato tranquillamente, dopo aver chiesto permesso, e, con fare pacato e col sorriso sulle labbra, gli ho chiesto perchè sulla seconda rete, che il nostro portiere diceva essere stata realizzata in fuorigioco, aveva ammesso in maniera irridente che sì il fuorigioco c’era e perché più volte aveva dato del ‘coglione’ ai nostri giocatori. Il sig. Miccoli, per tutta risposta, mi ha preso per un braccio, intimandomi bruscamente di uscire e, quando con calma gli ho detto di togliermi le mani di dosso, ha incominciato a urlare chiamando i carabinieri che erano sulla porta e che sicuramente avrebbero notato miei comportamenti anomali, riferendo loro che lo stavo minacciando. Sono uscito per conto mio, come già stavo facendo prima delle sue escandescenze, senza l’intervento dei carabinieri e, meravigliato, ho risposto alla provocazione affermando ad alta voce che lo avrei querelato. Tutto qui! Il resto è del tutto inventato e traspare anche dalla goffa dichiarazione secondo la quale a fine gara lo avrei invitato ad arbitrare favorendo il Veglie. Quando? Come? Dove? Aggiungo che il sig. Miccoli, violando il regolamento ha fischiato la fine quando il Veglie era ancora in sette uomini, perché dopo gli espulsi Fanizza e Pendinelli, si erano infortunati De Paolis e Verri. Ma, siccome è impossibile che questo personaggio desista dal suo atteggiamento ed ammetta l’errore tecnico, l’A.S. VEGLIE ha deciso di soprassedere all’annunciato reclamo. Tra l’altro, nel primo tempo, il dr. Remo Guido (nostro fisioterapista) era stato espulso quando, di fronte alla mano rovinata del portiere Bianco (per questo sostituito!) per una carica di un attaccante avversario, aveva detto garbatamente che, continuando così, i giocatori si sarebbero fatti male sul serio. Ripeto che non presenterò reclamo per la mia squalifica, né chiederò autorizzazioni a perseguire penalmente il sig. Miccoli. Mi rimane solo l’amarezza per essere stato falsamente accusato di comportamenti che, in vita mia, non mi sono mai appartenuti. Perché non ho mai minacciato nessuno, né ho mai cercato di invitare qualcuno a fare cose illecite. Men che meno dopo aver perduto per 6-0 una partita sul campo di gioco e contro un ragazzo giovane più alto e sicuramente più forte di me. Il mio è solo lo sfogo di un padre di famiglia oltraggiato ed amareggiato per il fatto di essere stato preso in giro da un ragazzo che potrebbe essere suo figlio. Traetene voi le dovute conclusioni e invitate questo ragazzo ad essere più rispettoso della dignità altrui e più corretto e leale sul campo di gioco. Anche perché non tutti si comportano come me”.
