MEMORY CAMPI – Le versioni di Russo e Maci sulla sospensione della gara contro il Carmiano
La sfida tra Memory Campi e Carmiano, nel girone C di Prima Categoria, è stata sospesa al 15′ del secondo tempo sul risultato di 0-1. Il dirigente del club campiota, Ivan Russo, esprime la propria versione dei fatti sulla sospensione: “Sin dai primi minuti, il calciatore numero dieci del Carmiano ha preso di mira il nostro calciatore Luigi Grasso, insultandolo e minacciandolo. Questo atteggiamento è proseguito sino a quando il nostro allenatore Cristian Maci ha deciso di sostituire Grasso, in quanto già ammonito. Nonostante ciò – aggiunge Russo – il calciatore rivale ha seguito Grasso anche mentre abbandonava il campo e i due sono venuti a contatto. L’arbitro li ha espulsi entrambi, ritenendo non avvenuta la sostituzione di Grasso e facendo scattare le nostre proteste verbali che lo hanno indotto a sospendere incredibilmente il match”.
Questa inoltre la nota integrale dell’allenatore della Memory Campi, Cristian Maci, che in esclusiva ci spiega nel dettaglio l’accaduto:
“Prima della partita di ieri pensavo di aver visto tutto quanto di “brutto” e “sporco” ci possa essere in questo fantastico gioco. Purtroppo devo ricredermi, ieri il Carmiano ha preparato una partita di pressione psicologica senza precedenti. Ancor prima del fischio d’inizio, mentre dallo spogliatoio mi avvicinavo alla panchina, i calciatori del Carmiano, in fila attendo i miei per l’ingresso in campo, si caricavano a vicenda con “sono passati in coppa perdendo”, “l’imu spizzare te gol e mazzate”, il tutto condito da epiteti offensivi e oltraggiosi nei nostri confronti. Evidentemente, ho pensato, questi credono che le regole non facciano parte del gioco, così come della vita, evidentemente pensano di poter essere al di sopra delle stesse.
La conferma è arrivata al 3° minuto del primo tempo quando Rollo, calciatore del Carmiano, ha minacciato Grasso dicendo, senza usare l’italiano “ti mando in ospedale e ti faccio mangiare un mese con la cannuccia”, e poi altre minacce e colpi proibiti da parte di tutti. Tutto questo accadeva sotto l’occhio e le orecchie del direttore di gara, dei loro dirigenti e del mister/padre del Carmiano, che anziché tentare di placare gli animi li invitavano a continuare su questa incresciosa via.
Al 17° del secondo tempo il Carmiano passa in vantaggio grazie a una prodezza su punizione e io mi appresto a sostituire Grasso con Perlangeli. Il direttore di gara si avvicina alla panchina con la matita in mano ed autorizza il cambio. Mentre Grasso si apprestava ad uscire dal terreno di gioco Rollo correva per 50 metri tentando di raggiungerlo. Ci è riuscito poco dopo l’uscita dal campo e ha rinnovato, a voce alta, le minacce precedenti. A questo punto i due si sono spintonati e il direttore di gara ha messo mano al cartellino. (Probabilmente per espellere Rollo e Grasso, che nel frattempo, ricordo, era già stato sostituito).
Pensavo di giocare 30 minuti con l’uomo in più ed invece l’arbitro, che nel frattempo era stato avvicinato da entrambe le panchine che chiedevano spiegazioni (con quella del Carmiano che si avvicinava alla mia, essendo il Direttore di gara già nei pressi della panchina della Memory per autorizzare il cambio) in tre secondi decretava la sospensione dell incontro.
Questo è successo, solo questo. C’erano tutte le condizioni necessarie per proseguire l’incontro, seppur con la tensione creata dagli ospiti, questa è la pura realtà.
Realtà che mister Rollo ha oggettivamente mistificato. Ed anche se posso immaginare che un padre sia difficile e scomodo additare un figlio non credo che il giusto insegnamento sia quello di “coprirlo” ed inventare una storia.
Nel calcio la statistica può essere un significativo punto di riferimento: la mia squadra non ha mai avuto squalifiche “plurimensili”, mai significative diffide o multe, per questo si trova nelle prime posizioni dell’importante classifica di Coppa Disciplina. Vanti che, senza dubbio, non può vantare il Carmiano e i suoi calciatori.
Chiudo dicendo che siamo persone oneste e siamo fiduciosi nella giustizia sportiva“.
