MEMORY CAMPI – La lettera di Maci: “L’arbitro ha paralizzato il mio sogno di allenare”

La lettera dell'allenatore della Memory Campi, Cristian Maci, dopo la squalifica sino al 30 giugno 2017

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Foto: C. Maci

Pesante mano del Giudice sportivo sulla Memory Campi (leggi QUI): sconfitta a tavolino col Carmiano e, fra inibizioni e multe, la squalifica sino al 30 giugno 2017 per il tecnico, Cristian Maci.

«Sono un giovane allenatore dilettante – si legge nella lettera divulgata dallo stesso Maci – che ha avuto il piacere di allenare in tutte le categorie giovanili e che, da quest’anno, a soli 27 anni, ha avuto l’onore e l’onere di guidare la Prima Categoria nella sua città. Dal 2010 ad oggi ho rinunciato a tutto per coltivare la passione di allenare in questo magnifico gioco. Ho visto i miei ragazzi ridere, piangere, vincere, perdere, gioire e dispiacersi.  Per essere presente nelle loro vite calcistiche e non, mi sono immerso totalmente, lasciando in superficie aspetti della mia vita di primaria importanza. Ho rinunciato a passare momenti felici con la mia ragazza, adesso compagna, ho pianto, in segreto, ogni volta che, guardando gli occhi di mio padre e mia madre, vedevo la loro insoddisfazione e delusione per i miei ritardi negli esami universitari. Ho pianto, sempre in segreto, ogni volta che un mio coetaneo postava una foto con “Finalmente Dottore”.

Ho ritardato la costruzione del mio futuro, della mia famiglia, rischiando più volte di perderla sempre per questa possibilità. Ho rinunciato a tanti soldi, solo per portare a termine il mio progetto. Non era allenare la Serie A, non era vincere i mondiali, era solo dare un piccolo aiuto alla crescita di quei ragazzini per i quali ho rinunciato a tutto quanto sopra. E ci stavo riuscendo, ho iniziato che loro avevano 12 anni e in questi mesi ho pianto ad ogni loro diciottesimo compleanno. Ho visto i miei pargoletti diventare uomini, dentro, ma soprattutto fuori, dal campo.  Oggi avevo la possibilità di lanciare qualcuno di loro nel calcio dei grandi, anche se solo Prima Categoria. Di tutto quanto mi sono lasciato alle spalle non me ne ero mai accorto prima di oggi. Solo oggi mi rendo conto di quanto sia stato infantile, stupido, esagerato. Ed è per questo che non riesco a trattenere le lacrime mentre scrivo, senza vergognarmene. In questi anni ho cercato di lasciare alle mie squadre pochi principi tattici e tanti tanti valori e principi umani, con la speranza che domani avrebbero avuto una vita più semplice, un punto di partenza, un qualcosa che non si impara su un libro o in un rettangolo di gioco.

Domenica scorsa Stefano Sibilio è stato l’autore di un omicidio: ha ucciso la mia passione e ha paralizzato i miei sogni e i miei progetti. Questo signore era l’arbitro della partita Memory Campi-Carmiano, Prima Categoria girone C del campionato regionale pugliese. Al 17’ del secondo tempo ha deciso di sospendere l’incontro. In breve è successo questo: nello stesso minuto i miei avversari erano passati in vantaggio e io ho comunicato un cambio. Mentre il mio calciatore si apprestava ad uscire dal campo, un avversario lo ha inseguito, raggiunto, fuori dal campo, e minacciato. Il Sibilio mette mano al cartellino comunicando di voler espellere entrambi i giocatori. Da qui partono le proteste di “mucchio” di calciatori e dirigenti di entrambe le squadre con io che mi limito a ricordare al direttore di gara che il mio calciatore era già stato sostituito e che quindi avrei giocato in superiorità numerica.

Ma oggi con le anticipazioni del comunicato di domani vengo a leggere che:  “Maci Cristian lo afferrava per il collo della divisa e lo minacciava pesantemente” e conseguentemente venivo squalificato fino al 30/06/2017. In passato mi era già capitato di prendere alcuni giorni di squalifica, ma mai senza aver fatto e detto nulla. Mi sembra molto strano, ed addirittura perverso, che il Sibilio abbia inventato di sana pianta una storia. Non sono in grado di dire se, e soprattutto chi, abbia fatto quello di cui io sono accusato, inducendo l’arbitro in errore. Non posso saperlo perché in quei secondi concitati ero impegnato a placare gli animi dei miei calciatori. Non riesco a spiegarmi una così falsa e meschina dichiarazione, e soprattutto, non riesco ad accettarla. Erano presenti centinaia di persone allo stadio e sfido chiunque a confermare quanto redatto da Stefano Sibilio.

Ricorrerò alla Commissione Disciplinare per tentare di ristabilire la verità e, se non dovesse bastare, chiederò l’autorizzazione a procedere penalmente contro il direttore di gara, sì, loro godono di immunità. Se la giustizia sportiva, unitamente a quella penale, non faranno chiarezza sull’accaduto, ricomincerò a vivere davvero. Lascerò il calcio e farò tutto il possibile per non deludere mai più mio padre, mia madre e la mia compagna. Perché se questo è il calcio, io non voglio più farne parte. Chiedo scusa a tutti, soprattutto ai miei ragazzi.  Chiudo con tre appelli, il primo è rivolto a chi prepara e forma i giovani arbitri: “Vi rendete conto che date in mano a dei ragazzini il potere di distruggere i sogni e le speranze di persone che, come me, compiono sacrifici immani per l’amore di questo sport?”. Il secondo è invece rivolto ai centinaia di testimoni presenti allo stadio: “Tutti voi sapete cosa è successo quella domenica; tutti voi sapete che Stefano Sibilio ha omesso delle cose e né a ha confuse delle altre (scrivo “omesse” e “confuse” perché non posso che pensare alla sua buona fede); tutti voi sapete che mai mi sono avvicinato al direttore di gara “afferrandolo per il collo della camicia” e tutti voi sapete, perché avete visto, che la mia unica colpa sia stata quella di placare gli animi all’interno del rettangolo di gioco. Tutto questo lo sapete, quindi abbiate coraggio, chi sa parli“. Il terzo, e più importante, è per me stesso: “Credi nella giustizia, la verità trionfa sempre. Continua a credere nell’amore per questo sport e continua a coltivare i tuoi sogni”».

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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