TARANTO-LECCE – Su il sipario, torna il derby del sud-est. Storie di incroci infiniti e gemellaggi rotti
Sono passati oltre ventitré anni dall’ultima volta, e l’attesa non ha fatto altro che avvalorare un evento già ricco di significati che vanno oltre il rettangolo verde. Domenica tifosi e appassionati torneranno ad assistere allo spettacolo di Taranto-Lecce, che tra i tanti derby pugliesi non sarà magari il più sentito, ma che in epoche passate ha saputo scrivere pagine importanti nella storia del calcio italiano.
Fino a poco meno di trent’anni fa, ogni qualvolta si incontravano le tifoserie rossoblù e giallorossa si assisteva ad una vera e propria festa dello sport. Questo in nome di uno dei gemellaggi più belli e colorati del meridione italiano, che vedeva coinvolte le due Curve Nord e che consentiva ai supporter che accorrevano in massa allo Iacovone o al Via del Mare di assistere a scambi di sciarpe, striscioni in nome dell’amicizia e commistioni di tifoserie nei rispettivi settori. Per il Taranto, in particolare, si trattava dell’unico vero gemellaggio mai avuto, fortificato oltre che dall’esclusività anche dalle tante rivalità in comune, prima su tutte quella con il Bari. A “rovinare” l’idillio sugli spalti fu, però, l’amicizia che alcuni gruppi della Nord leccese strinsero con gli ultrà dell’Hellas Verona, nemici giurati dei tarantini. Non passò molto tempo che il gemellaggio si trasformò in rivalità, come spesso accaduto all’interno del panorama del tifo organizzato di stampo italiano, inimicizia subito affievolita dai tanti anni che i due club hanno trascorso “separati” da una e più categorie.
La profonda crisi vissuta dagli anni 90 a poco tempo fa dal sodalizio tarantino, infatti, ha portato al continuo rinvio di quello che sarà il sessantesimo derby tra i due club della storia. In precedenza, infatti, sono state 59 le gare disputate tra Taranto e Lecce, per un bilancio che vede i giallorossi nettamente avanti con 20 vittorie contro le 14 rossoblù (due delle quali a tavolino), a cui si aggiungono i ben 25 pareggi. Le pagine più entusiasmanti la sfida le ha scritte negli anni ’60, quando il derby più prestigioso del Grande Salento coincideva con continuità con una sfida per i primi posti, e dunque per la promozione in B. Dopo nove stagioni di avvincenti testa a testa nei quartieri alti, fu il Taranto a rompere gli indugi, ottenendo il salto tra i cadetti. Il Lecce lo raggiungerà nel 1976, riportando dopo trent’anni il derby in Serie B. Seguiranno quasi due decadi di entusiasmanti sfide cadette, talvolta per la salvezza talvolta per una promozione che solo i giallorossi saranno bravi a cogliere. Nel 1993, poi, le strade si divisero fino ad oggi. Il Lecce imboccherà la strada giusta, quella della A e del calcio dei grandissimi, mentre il Taranto sprofonderà nei bassifondi di Serie C e D. Dopo ventitré stagioni di alterne fortune per le società, dunque, la doppia sfida tornerà a disputarsi, e lo farà per la prima volta in terra tarantina. Considerando le sole gare disputate nella città in riva allo Ionio, il bilancio sorride però ai rossoblù, avanti 10 successi a 4 (più 17 pareggi) ma che non vincono il derby tra le mura amiche dal lontano 1978 (1-0 con gol di Serato). Per il Lecce l’astinenza è più “giovane”, sebbene di un solo anno (’79, 0-1 con autogol di Picano), ed inoltre i giallorossi hanno vinto cinque delle ultime sei sfide incrociate non terminate in parità. La storia del match parla dunque di una partita sempre equilibrata e, anche se quest’anno la classifica parla di due squadre con qualità e rose ben differenti, c’è da scommetterci che Taranto-Lecce tornerà ad entusiasmare i tanti tifosi, appassionati e addetti ai lavori che la seguiranno con la passione che ha sempre contraddistinto il clima intorno a uno dei più importanti derby del sud.
