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TARANTO – Dalla speranza al baratro, il sindaco in moto per trovare progetti solidi

Taranto: dalla grande speranza all’anno zero. Come ampiamente previsto, la società ionica non si è iscritta al campionato di Prima Divisione. Si chiude nel più amaro dei modi, quindi, il triennio targato D’Addario. La palla, ora, passa al sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, che, insieme all’Amministrazione comunale, si è già messo in moto per «dare un futuro al nostro calcio».

La squadra dei Due Mari, nel migliore dei casi, potrebbe ripartire dalla Serie D. Obiettivo, comunque, non facile. Sarà compito del primo cittadino trovare «un progetto solido, credibile, capace di reggersi sulle proprie gambe nel lungo periodo».

Intanto non si spegne la polemica sorta in seguito allo scherzo di pessimo gusto di cui sono stati vittima Taranto e tutti i tifosi rossoblu qualche giorno fa. Il documento del Tar, che avrebbe dovuto certificare l’annullamento dei sei punti di squalifica e, quindi, il ripescaggio in Serie B, si è rivelato un falso clamoroso contribuendo ad infiammare ancora di più gli animi.

Anche qualche calciatore, dal proprio profilo di Facebook, ha desiderato rendere pubbliche alcune dure considerazioni sul fallimento della gestione D’Addario. Vito Di Bari, per esempio, a proposito del numero uno di Via Martellotta ha scritto che «Hai preso in giro una città intera, una squadra, le nostre famiglie e la tua famiglia stessa. Mi auguro che tu possa pagarle tutte. Grazie D'Addario…». Così, invece, Matteo Guazzo: «È una delle giornate più tristi della mia carriera. Siamo falliti per colpa di una persona che ci ha fatto tante promesse, ma soprattutto tante prese per il culo».

Non si ferma, intanto, l’azione giudiziaria dell’avvocato Nicola Russo, il quale, dopo aver incassato il “no” del Tar del Lazio per difetto di giurisdizione, intende ricorrere in appello – come riporta la Gazzetta dello Sport Puglia – presso il Consiglio di Stato. E, nel caso – dice – «anche alla Corte di Giustizia Europea».