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LEGA PRO – Allo sbando e al terzo allenatore, punta sulla qualità della rosa per i playoff: il Catania di Pulvirenti

Domani il Via del Mare sarà palcoscenico di una sfida dai sapori tutt’altro che da Lega Pro; una sfida che solo qualche anno fa si disputava in Serie A con nelle fila delle due squadre elementi che oggi si giocano la Champions League. Ecco perché, nonostante il divario che le separa in classifica, Lecce-Catania non può essere una partita come tutte le altre, in cui una compagine che lotta per il primo posto fronteggia chi invece deve fare di tutto per garantirsi un buon piazzamento-playoff. Giallorossi e rossazzurri si daranno dunque battaglia per la storia così come per rifarsi delle brutte sconfitte subite nella precedente giornata con Virtus Francavilla e Melfi.

Tornata a giocarsi in terza serie l’anno scorso dopo quarant’anni, la gara tra due delle realtà più nobili e calde del Mezzogiorno d’Italia si disputerà domani per la trentaquattresima volta. I precedenti parlano siciliano, visto che gli etnei vantano 11 successi contro i 9 salentini, a cui si aggiungono 13 pareggi. Bilancio che si ribalta contando le sole gare disutate in Salento: in questo caso lo score è di 7-3 per i padroni di casa, più 5 pareggi. Il Lecce non vince lo scontro diretto dall’ultima volta in cui si è giocato in Serie A, quando Corvia e Di Michele al novantesimo ribaltarono il gol di Bergessio al Massimino. Nella stessa stagione ecco la più recente vittoria rossazzurra al Via del Mare, firmata Barrientos con un gol allo scadere. All’anno precedente, il 2010-2011, risale invece l’ultimo successo salentino tra le mura amiche (1-0 con marcatura di Corvia). Nella gara d’andata del torneo in corso, infine, i giallorossi di Pasquale Padalino subirono la loro prima sconfitta in campionato, a causa di un ingiusto 2-0 firmato Da Silva e Di Grazia.

In quel periodo il Catania di Pino Rigoli non brillava certo, ma si era messa alle spalle la pesante penalità di sette punti e puntava dritto a una risalita che sarebbe voluta dire prime posizioni. Questa risalita, dopo un buon periodo registrato in autunno, è andata tuttavia sempre più balbettando, impedendo non solo alla squadra tornata ad essere amministrata da Pietro Lo Monaco di inseguire da vicino le big sul podio, ma addirittura di stabilizzarsi nella parte medio-alta della zona playoff. Gli etnei si trovano così a dover lottare punto a punto con squadre dalla rosa inferiore anche solo per garantirsi gli spareggi-promozione, con la classifica che li vede ad oggi decimi (ultimo piazzamento utile per l’obiettivo-playoff), ma a pari punti con la Casertana undicesima.

La non semplice situazione è costata la panchina non solo a Rigoli (esonero arrivato dopo la sconfitta 2-1 in casa dell’Akragas, ex squadra del tecnico siciliano), ma anche al suo sostituto Mario Petrone. Dopo il pareggio interno all’esordio con il Taranto, la risicata e immeritata vittoria nel derby di Messina e l’umiliante sconfitta interna con un Melfi che veniva da 11 ko di fila, l’allenatore napoletano ha infatti rassegnato le proprie dimissioni, accettate dalla dirigenza. Il suo posto è stato preso, almeno momentaneamente, dal tecnico della Berretti Giovanni Pulvirenti, che rileva una squadra in crisi ma con la miglior difesa del campionato (alla pari di Foggia e Fidelis Andria) e con un potenziale offensivo inespresso, probabilmente da categoria superiore.

Già forte di elementi importanti per la Lega Pro, la rosa rossazzurra ha beneficiato a gennaio degli innesti di Marchese (tornato dopo i fasti della Serie A), Baldanzeddu (cercato anche dal Lecce) e soprattutto della nuova coppia gol Pozzebon-Tavares. I nuovi arrivati non sono ancora esplosi del tutto, ma hanno comunque dato una mano a un collettivo che vede nel portiere Pisseri (probabilmente il migliore del girone), nei difensori Bergamelli e Drausio, nei centrocampisti Di Cecco e Mazzarani e nell’attaccante esterno Di Grazia i suoi punti di forza.