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MARTINA FRANCA – Lippolis: “Costretto a passare la mano. Nemmeno in Terza Categoria si vedono certe cose…”

Dopo le dichiarazioni di Alfredo Cimino di domenica scorsa in conferenza stampa (LEGGI QUI), l’ex presidente, Massimiliano Lippolis, ci ha tenuto ad effettuare al nostro giornale alcune precisazioni.

“Tanto per cominciare, ci tengo a sottolineare che il sig. Cimino mi è stato letteralmente ‘imposto’ dalla vecchia dirigenza, poiché nemmeno lo conoscevo prima”, esordisce Lippolis. “Tra l’altro, pensavo di avere davanti una persona corretta mentre, invece, insieme ad altri due/tre personaggi di cui non voglio fare il nome, riferiva sempre all’esterno, e potete immaginare a chi, quanto accadeva all’interno, al punto che, negli ultimi periodi, praticamente non riuscivo a fare più nulla”.

Gli facciamo notare che si è parlato anche di difficoltà già dal ritiro, sia economiche che di altro genere. “Ed anche questa è un’inesattezza, poiché a ottobre abbiamo regolarmente pagato gli stipendi e i contributi e, in quella sede, voglio far presente che il sig. Cimino, per ragioni di famiglia, mi aveva chiesto di poter avere l’anticipo del secondo stipendio, cosa che ho doverosamente onorato”.

Tilia, in conferenza stampa, ha esibito pubblicamente copia degli assegni che sarebbero andati in protesto. Che cosa ci può dire in proposito?”. Lippolis non va giù per il sottile. “A parte che le dichiarazioni di Tilia, che mi ha definito ‘truffatore seriale’, sono state già, da parte mia, oggetto di una denuncia alle autorità competenti, dico solo che, in quel contesto, ha solo farneticato. Piuttosto, ci sarebbe da chiedersi del com’è venuto in possesso di documenti della società che, come comprenderete, sono comunque riservati. Lui a che titolo ed in che modo ne è venuto in possesso?”, sbotta l’ex numero uno societario. “E poi, questi erano assegni impagati che, in un secondo momento, sono stati onorati”.

Sulla massa debitoria del Martina calcio, Lippolis evidenzia cifre. “Il monte ingaggi ammonta a € 896.000,00 (cifra non molto distante da quella menzionata da Cervellera e Tilia nella loro conferenza stampa, ndr). Quando leggo di € 1.200.000,00 non lo concepisco proprio. Sono delle vere e proprie inesattezze”.

“Una vicenda quanto meno singolare è stata quella che ha riguardato l’allenatore Moriero. Ci spiega come sono andate le cose?”. “Quando ho stretto l’accordo con Olivieri che, ci tengo a precisare, è l’unico imprenditore di Martina che, pur con le sue diversità rispetto alla mia persona, poteva garantire una certa sicurezza, non solo economica, per questa società, abbiamo subito contattato Moriero, il quale, una volta giunto a Martina e resosi conto dell’ambiente, su mia indicazione, ha preferito rimettere l’incarico”.

Inevitabile, a questo punto, è la domanda sul perché ha passato la mano così repentinamente. “Già dopo la partita di Monopoli, ci sono state delle persone, e non mi riferisco ai tifosi, che, avvicinandomi e seguendomi, mi hanno reso la vita impossibile. E vi è di più. Poco più di una decina di giorni fa, non a torto dico di aver ricevuto una vera e propria occupazione nello stadio, con persone della vecchia dirigenza e soggetti a loro vicini che stavano sempre nei paraggi. Per non parlare, poi, del cambio delle password su strutture tecniche inerenti la società”.

“Che idea si è fatto di questa breve avventura nel calcio?”. “Dico solo che nemmeno in terza categoria si vedono certe cose. A mio avviso, il calcio a Martina è solo un pretesto. Mi hanno costretto, e lo ribadisco, a passare la mano. Del resto, a distanza di pochi giorni, la nuova, per così dire, proprietà che cosa ha fatto? Ha pagato debiti? No, ha solo mandato via Franchini, che forse costava troppo, ed affermato che, da oggi, non conta quello che è stato fatto prima, ma quello che verrà fatto da questo momento in poi. Il che la dice tutta. Volevano indietro la società e l’hanno riavuta. Per me conta molto di più la tranquillità personale e dei miei famigliari”.

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