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MARTINA FRANCA – Imbimbo: “Sempre grato a questa società. Futuro? Mi piacerebbe proseguire…”

Non è stato memorabile il cammino di Edoardo Imbimbo alla guida del Martina Franca. Il tecnico, insediatosi sulla panchina dei biancazzurri il 28 marzo, ha conquistato solamente tre punti, frutto di altrettanti pareggi. “Non sempre nel calcio si riesce a fare tutto quello che si vuole – commenta il trainer campano – . Ringrazio la squadra per il lavoro fatto, la società e i tifosi Chi è vicino alla squadra e alla società può capire quello che un nuovo allenatore ha potuto trovare, le cose positive e le cose negative. È inopportuno per me analizzare tutto e sottolinearlo perché significa che qualcuno non è stato attento. Alla fine di tutto posso dire che è andata bene così. Ho accettato un incarico difficilissimo e ho ereditato una situazione, con 35 punti, merito del vecchio allenatore Ciullo, merito dei calciatori che c’erano prima. Va bene così”.

Imbimbo è tornato a guidare una squadra dopo un anno e mezzo di inattività, un segnale che l’allenatore irpino valuta positivamente: “Oggi viviamo tempi difficili in cui allenatori più appropriati di me e con un curriculum più ampio del mio sono senza squadra. Quando penso a queste situazioni mi viene in mente l’esempio di Vavassori, rimasto senza panchina per quattro o cinque anni. Per questo sarò sempre riconoscente a questa società per avermi dato questa occasione. La mia scelta, comunque, oltre ad essere legata a queste settimane, l’ho vista anche nella prospettiva futura. Ho accettato Martina Franca pensando anche a quello che potrà succedere ora, al programma futuro di questa società”.

Ed a proposito di futuro del Martina Franca, Imbimbo conclude: “Diamo il tempo alla società per riorganizzarsi per capire quali possono essere le proprie potenzialità per come mi piacerebbe fare calcio e per come sono convinto che si possa fare a Martina. Certo, bisognerà anticipare un po’ i tempi per potersi muovere e decidere in fretta per quale potrebbe essere il nuovo progetto calcistico da mettere in pratica. Se ci sarà la possibilità di andare avanti mi piacerebbe vivere da martinese, provare a ragionare allo stesso modo dei tifosi per modificare degli aspetti di chi, come me, viene da fuori e ci mette del tempo per entrare in sintonia con una nuova piazza”.

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