LEGA PRO – Ex in cerca di rilancio e stadio tutto esaurito, ma il Lecce è una bestia nera: la Juve Stabia capolista di Fontana
E’ un big match atteso da tempo tra due delle candidate al primo posto finale. E’ soprattutto la sfida tra la prima e la seconda in classifica, che va logicamente a rappresentare la sfida di cartello del quattordicesimo turno nel girone C. Ma Juve Stabia-Lecce va anche oltre il semplice faccia a faccia che vede opposti l’undici di Fontana e quello di Padalino, tra tendenze da invertire per l’uno e confermare per l’altro e tante storie di ex.
La Società Sportiva Juve Stabia, fondata nel 1907, è la storica rappresentate calcistica della città di Castellammare di Stabia, importante centro portuale distante circa 30 chilometri a sud di Napoli. Pur vantando l’oltre secolo di storia passato dalla sua fondazione, il club gialloblù ha vissuto anni bui dal punto di vista societario che hanno portato a ben tre rifondazioni, ultima quella del 2002. Proprio in seguito all’ultima “rinascita” le vespe hanno vissuto i loro anni migliori, con una repentina risalita nei quartieri alti del calcio nazionale fino a raggiungere l’acme delle tre stagioni consecutive disputate tra i cadetti dal 2011 al 2014. Il resto della storia stabiese dice soprattutto terza serie e in linea generale professionismo, anche se i ben 29 tornei in Serie D sparsi nel corso della storia del sodalizio napoletano è esplicativo di come solo di recente il club abbia trovato una sua dimensione nel calcio che conta. Ecco facilmente spiegato perché tra le big del campionato è proprio la Juve Stabia la squadra con cui il Lecce vanta il minor numero di precedenti. In totale sono 12, tutti con il terzo livello del campionato italiano come scenario. Il bilancio è impietoso per i gialloblù, sotto per 8-1 nel confronto con i salentini, mentre i pareggi sono stati tre. L’unica vittoria campana risale alla C/1 ’95-’96, quando i giallorossi uscirono sconfitti dal Menti per 3-2, con Mazzeo e De Patre che prima rimontarono il vantaggio iniziale di Cefis, ma che poi vennero a loro volta scavalcati dai gol del solito Cefis e di Dell’Oglio. Il Lecce, che già aveva avuto modo di espugnare Castellammare con lo 0-4 del 1949, si rifarà solo nel 2015 (0-1 con gol di Papini), portando a suo vantaggio anche il bilancio dei precedenti registrati all’ombra del Vesuvio (2 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta). Nell’ultimo incrocio assoluto, avvenuto lo scorso gennaio, i giallorossi ebbero la meglio tra le mura amiche con un secco 2-0 targato Surraco e Cosenza.
Dopo la retrocessione in Lega Pro del 2014, la formazione stabiese ha vissuto due stagioni altalenanti in cui ha prima conquistato un piazzamento playoff e poi quasi rischiato di essere risucchiata nel vortice dei playout per evitare la Serie B, fino alla svolta arrivata la scorsa estate in cui la dirigenza ha rilanciato le ambizioni del secondo club più prestigioso della Provincia di Napoli. Pur senza mai dichiarare apertamente di avere il primo posto come unico obiettivo, la proprietà rappresentata dalla persona dell’imprenditore locale Francesco Manniello lo ha dimostrato con i fatti, stravolgendo la deludente rosa della passata stagione con una lunga serie di innesti mirati che rendono quello gialloblù probabilmente il roster più completo e lungo del girone.
A cercare il giusto amalgama che possa mettere sul campo al meglio quanto ben costruito in sede di calciomercato ci sta pensando Gaetano Fontana, tecnico giovane ma ambizioso, scelto come guida tecnica dei gialloblù per dare una ventata d’aria fresca a tutto l’ambiente. L’ex calciatore di Ascoli, Fiorentina e Napoli pecca senza dubbio di esperienza, tant’è che non allena da tre anni in seguito alla squalifica successiva allo scandalo-Nocerina (quando tra gli altri allenava Franco Lepore, ai tempi capitano dei rossoneri) e precedentemente aveva guidato solo i dilettanti di Centobuchi e Santegidiese, ma il raccolto del suo avvio di stagione a Castellammare parla da solo. Dopo tredici turni, i ragazzi di Fontana sono primi con 29 punti, e vantano il miglior attacco e la seconda miglior difesa, oltre a uno score perfetto di sei vittorie in sei gare al Menti. Nello scorso turno è arrivato un agrodolce 1-1 in casa della Casertana, che ha interrotto la serie di successi ma mantenuto inalterato il vantaggio sulle inseguitrici lontane tre punti.
Come detto, la forza delle vespe è nella rosa, forte in ogni reparto e soprattutto con una panchina all’altezza dei titolari. Il peso della porta è sulle spalle di Russo, estremo difensore autoctono dall’importante esperienza in cadetteria. In difesa ad affiancare i confermati Cancellotti e Liotti sono arrivati Morero (ex Chievo in Serie A), Amenta (difensore-bomber e bandiera della Virtus Lanciano), il bulgaro grande sorpresa di questo avvio di stagione Atanasov e soprattutto Matteo Liviero, ex Lecce che dopo una serie di annate deludenti è tornato a Castellammare per riscattarsi. Lo stesso proverà a fare Stefano Salvi, per tre anni guerriero del centrocampo giallorosso con il quale però ha sempre fallito il salto di qualità. Con lui in mediana largo a Capodaglio, Zibert, Lisi, Izzillo, Esposito e allo scuola Milan Mastalli, autore di un gran gol la scorsa domenica a Caserta. Nonostante l’alta qualità di difesa e centrocampo, la vera forza degli stabiesi è l’attacco, guidato dal ritrovato Ripa, dall’ex Benevento Marotta e dall’ex L’Aquila Sandomenico, a lungo vicino al Lecce in estate. Di tutto rispetto la panchina, che vanta nomi del calibro di Del Sante, Montalto, Kanoutè e di Marco Rosafio, salentino doc che in giallorosso non ha mai trovato il giusto spazio.
