LEGA PRO – Ambiente caldissimo, entusiasmo e attacco super le sue arme in più: la Sambenedettese di Sanderra

I rossoblù, reduci dalla vittoria in casa del Gubbio, saranno il primo avversario del Lecce nei playoff

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Grazie alla sorprendente vittoria per 2-3 sul campo del più quotato (ma solo per il fattore campo e per una posizione di classifica lievemente migliore) Gubbio, la Sambenedettese di Stefano Sanderra si è guadagnato l’accesso al Secondo Turno dei playoff, dove affronterà, come ben noto, il Lecce di Roberto Rizzo. Quella tra rossoblù e giallorossi è una delle sfide più appassionanti della seconda fase degli spareggi per la promozione, sia per ragioni tecniche (si affrontano due tra gli attacchi più prolifici della categoria) che ambientali (marchigiani e salentini sono rispettivamente quarti e primi per media spettatori nei loro gironi di provenienza). Senza dimenticare la storia dei due club, che li ha visti a lungo fronteggiare sui campi di quella Serie B che entrambi sperano di riconquistare.

Fondata nel 1923, la Società Sportiva Sambenedettese ha conosciuto anni di gloria per oltre mezzo secolo, trascorso soprattutto a guerreggiare nei piani alti della terza serie nonché a ben figurare tra i cadetti, con l’apice del terzo posto conquistato nella B ’60-61. Da San Benedetto sono passati campioni del calibro di Zenga, Tacconi, Borgono e Selvaggi su tutti, fino ad arrivare all’ex Lecce Mariano Bogliacino, stella dell’ultima “grande” Samb che, nel 2005, si arrende solo al Napoli lungo la strada per il ritorno in Serie B. L’ultimo lustro parla invece di una storia decisamente turbolenta, fatta di ben quattro rifondazioni: 1994, 2006, 2009 e 2013. Solo quattro anni la Samb, giunta prima in Serie D, rinunciava all’iscrizione in Lega Pro per problemi finanziari, con l’ennesimo fallimento a demoralizzare gli animi degli appassionati supporter rossoblù. A risollevare il club ci hanno pensato prima Gianni Moneti e poi l’attuale presidente Franco Fedeli, leader nel settore dei supermercati, che ha preso le redini della squadra (precedentemente sprofondata addirittura in Eccellenza) in Serie D e, in meno di due anni, l’ha portata a lottare come un tempo per la promozione in cadetteria. Come detto, è stato soprattutto negli anni della Serie B che la Sambenedettese ha incrociato il suo cammino con il Lecce. In totale, tra C, B e Coppa Italia sono 33 i precedenti tra le due compagini, con i rossoblù in leggerissimo vantaggio con 11 vittorie a 10, alle quali si sommano i 12 pareggi. A San Benedetto del Tronto i giallorossi hanno vinto solo due volte, nel 1983-1984 e nel 1984-1985 (allo stesso anno risale anche il più recente successo leccese, 1-0 Miceli), mentre nell’ultimo testa a testa (1987) al Riviera delle Palme esultarono i padroni di casa (1-0 Galassi). Pari a reti bianche, infine, nella gara di ritorno dello stesso campionato che, risalente a 29 anni fa, rappresenta l’incrocio tra Samb e Lecce più recente in assoluto.

Nella regular season da poco conclusa, i tifosi del club marchigiano avranno avuto la sensazione di trovarsi sulle montagne russe di un qualche parco divertimenti. Partita a razzo (cinque vittorie nelle prime sei gare, proprio come il Lecce), la Sambenedettese ha guidato la classifica del girone B in solitaria per tre turni fino alla nona giornata, quando l’ha abbandonata definitivamente. Nella fase iniziale del torneo, dunque, il tecnico Ottavio Palladini sembrava aver trovato la perfetta quadratura della sua formazione. Questa, unitamente alla possibilità di lottare con le big per la promozione diretta, è stata solo un’illusione, perché i rossoblù sono scivolati fino al nono posto in classifica che, dopo ventuno gare, ha portato all’esonero dello stesso Palladini.

Sulla panchina del Riviera delle Palme è così arrivato Stefano Sanderra, tecnico romano chiamato al compito di garantire alla compagine marchigiana il miglior piazzamento playoff possibile. Con il cambio di allenatore è tornata la vittoria (al secondo tentativo) e, nonostante qualche difficoltà registrata in aprile (cinque gare senza vittorie), i due successi in fila con cui i rossoblù hanno chiuso la stagione regolare gli hanno consentito di disputare il primo turno degli spareggi con una compagine, il Gubbio, arrivata due soli punti sopra i Sanderra boys. Il 2-3 ottenuto in Umbria ha palesato le caratteristiche di una squadra capace di imporre il proprio gioco e di volare sulle ali dell’entusiasmo, forte dell’appoggio di un pubblico caldissimo e delle qualità di un attacco ben più importante rispetto alla difesa, al contrario tra le più perforate del campionato se si pensa che i sambenedettesi hanno subito 47 reti, come l’Ancona ultimo.

Due dei punti di forza della retroguardia di Sanderra, inoltre, rischiano di saltare il Lecce. Si tratta del portiere Aridità e del terzino mancino Grillo, entrambi usciti anzitempo dalla gara con il Gubbio. La retroguardia sarà invece guidata dall’esperto Radi, così come la regia in mezzo al campo è affidata allo sloveno Armin Bacinovic, sorpresa nell’anno del suo approdo in Italia al Palermo, quando in coppia con Ilicic fu uno dei punti di forza dei rosanero nel 2010-2011. In avanti ecco la forza fisica di Sorrentino, la velocità di Agodirin ma soprattutto i gol di Leonardo Mancuso, le cui 22 marcature non sono state eguagliate da nessuno nell’intero campionato di Lega Pro.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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