Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

L’AVVERSARIO – Tra problemi societari e buon gioco: ecco l’Ascoli di Pergolizzi

Domenica prossima allo stadio “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno, Lecce ed Ascoli si affronteranno in una gara tra due squadre abituate, soprattutto nell’ultimo decennio, ad andare di scena in palcoscenici di tutt’altro prestigio. Solo nel 2006 le due compagini si erano incontrate in terra marchigiana in massima serie, con la vittoria dei locali per 2-0, mentre l’ultima partita al “Del Duca” tra i cadetti vide la vittoria dei giallorossi per 1-2 nell’anno dell’ultima promozione in serie A con De Canio.

Ora Lecce ed Ascoli vivono tempi sicuramente più bui: se per i salentini il momento di difficoltà è dettato soprattutto dalla delusione per i risultati sul campo degli ultimi mesi, per i piceni, reduci dalla retrocessione dell’ultimo anno dopo una serie di stagioni tribolate, le notizie peggiori vengono dal fronte societario ed amministrativo, che è costato già tre punti di penalità, dopo le numerose penalizzazioni degli anni passati.

In classifica ora gli uomini di Pergolizzi si trovano a sei punti invece dei nove conquistati sul campo, ma sono in piena corsa per i play-off, rincuorati dalle buone prestazioni che questa giovane squadra ha offerto soprattutto lontano da Ascoli. In casa infatti i bianconeri hanno lo stesso magro bottino del Lecce, frutto di appena due punti raccolti con Barletta e Salernitana.

Per cercare la prima vittoria interna, Rosario Pergolizzi, giovane tecnico vincitore di uno Scudetto Primavera con il Palermo, punta su un dinamico 4-3-3 che poggia le basi su una solida e giovane difesa, su un centrocampo di peso ed un attacco molto veloce. Tra gli interpreti, si segnalano le buone prestazioni del portiere nativo di Nardò Stefano Russo, dei centrocampisti Giorgio Capece e dell’ex Juve Scicchitano, del figlio d’arte Davide Colomba e di Pietro Tripoli, il più pericoloso del trio offensivo ascolano che per domenica dovrà fare a meno di Malatesta. A dare esperienza ad una delle squadre più giovani della categoria ci pensa Manolo Pestrin, classe ’78 dal passato importante con Cesena, Messina, Salernitana e Torino e che vanta, oltre ad una grande esperienza in terza serie, oltre 180 presenze tra i cadetti e 16 in Serie A. Toccherà a lui guidare una compagine che ha fatto del gioco di squadra il suo punto di forza.