Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

L’AVVERSARIO – Prestazioni altalenanti, a caccia degli ultimi punti-salvezza: l’Akragas di Rigoli

Dopo il passo falso interno con il Matera, il Lecce di Piero Braglia ha l’immediata opportunità di rifarsi davanti ai propri sostenitori già domani, quando riceverà al “Via del Mare” l’Akragas di Pino Rigoli. Classifica e motivazioni alla mano, la sfida non dovrebbe avere storia, visto che i giallorossi si giocano il primo posto e vengono da una sconfitta comunque immeritata ed in cui hanno creato tanto, mentre i biancazzurri, alla ricerca dei pochi punti che li separano dalla salvezza, non possono certo contare su una rosa di prim’ordine. La compagine siciliana le proverà comunque tutte per mettere i bastoni tra le ruote di Moscardelli e compagni, ed il risultato non deve apparire scontato vista anche l’imprevedibilità degli ospiti, protagonisti nel torneo in corso di diverse uscite a vuoto così come di numerosi exploit.

Lecce e Akragas si troveranno di fronte per la ventunesima volta, ed in tutte le occasioni precedenti la sfida ha avuto come contesto la terza serie nazionale. Il bilancio vede gli agrigentini in vantaggio con 9 vittorie a 8, mentre i pareggi sono appena 3. Lo score si sposta invece nettamente a favore dei leccesi se si considerano le sole gare disputate in Salento, con sei successi locali, due ospiti e due pareggi. L’ultima gara disputata al “Via del Mare” risale a ben cinquant’anni fa, e registrò il secco successo 3-0 dei giallorossi. L’unica vittoria esterna in campionato dell’Akragas avvenne invece nel 1965 e fu decretata dal giudice sportivo, che decise per lo 0-2 in favore dell’undici di Agrigento dopo la sospensione del match avvenuta a causa di un’invasione di campo dei tifosi leccesi. L’unico successo sul campo nei precedenti in trasferta per i biancazzurri coincide quindi con l’ultimo precedente assoluto: nel terzo turno della Coppa Italia di Lega Pro della stagione in corso, i ragazzi di Legrottaglie eliminarono quelli di Braglia vincendo di misura grazie al gol di Leonetti, e regalando al tecnico toscano quello che, fino ad una settimana fa, era l’unico dispiacere interno dal suo approdo sulla panchina giallorossa. Due settimane prima, invece, il Lecce aveva espugnato Agrigento per 1-3 grazie alle reti di Curiale, Moscardelli e Diop, conquistando tre punti fondamentali per la sua rincorsa in classifica.

In entrambi gli incroci avvenuti nella prima parte della stagione attuale, sulla panchina dell’Akragas sedeva Nicola Legrottaglie. Chiamato in estate per guidare la più ambiziosa tra le matricole del girone C, il tecnico pugliese era stato protagonista di un ottimo avvio, in cui sembrava poter capitalizzare al meglio la buona campagna acquisti estiva della società del presidente Alessi. Dopo aver conquistato ben 13 punti nelle prime 7 gare, in cui era sempre stato a ridosso delle primissime, l’undici di Legrottaglie non ha più vinto fino alle dimissioni del tecnico, avvenute dopo la prima di ritorno e dopo sette sconfitte nelle precedenti otto uscite.

Dopo aver assaporato il baratro della zona play-out, l’Akragas è risorto grazie all’approdo sulla sua panchina di Pino Rigoli, protagonista di un esordio-boom fatto di sei vittorie consecutive. Con il nuovo tecnico, il Gigante ha ritrovato solidità difensiva e una buona media-gol, risalendo fino all’attuale decimo posto, a +7 sulla quintultima piazza. Nelle ultime cinque giornate, però, le prestazioni dei siculi sono tornate ad oscillare tra brutte sconfitte, vedi il poker subito a Caserta, ed importanti vittorie, tra cui spicca il derby-salvezza con il Catania.

Rinforzatosi in gennaio con gli arrivi di De Rossi, Candiano, Grea, Muscat, Djulgerov e Di Grazia, l’Akragas dovrebbe scendere in campo a Lecce con gli ultimi quattro scelti come titolari da mister Rigoli. In porta spazio a Vono, mentre in difesa ci saranno Grea, Marino, il nazionale maltese Muscat e l’esperto Capuano. Mediana tutta straniera con Vicente, Zibert e Djulgerov, mentre davanti il trio sarà composto da Madonia, Di Piazza e Di Grazia.