L’AVVERSARIO – Occhio al San Marino, la banda del gol…
Capitolo terzo di questo campionato in Lega Pro per il Lecce che ha il nome e cognome del San Marino. La formazione, guidata da Mario Petrone, si è riaffacciata in Prima Divisione dopo un campionato entusiasmante, terminato al secondo posto alle spalle del Treviso.
Numeri importanti per l’unica squadra sanmarinese autorizzata alle competizioni italiane dalla Figc: il tecnico ha dato ai suoi un impianto ben definito e votato al calcio offensivo. Non a caso nel campionato scorso il San Marino è stato il miglior attacco del girone A con 65 reti all’attivo, ma certamente qualcosa da registrare nelle retrovie, dove risultano davvero troppi i 41 subiti. Un trend che sembra rimasto inalterato anche in questi primi 180 minuti di torneo, con quattro reti rifilate agli avversari ed altrettante subite.
Petrone, nonostante il cambio di categoria, non ha apportato particolari stravolgimenti tattici alla propria squadra, abituata ad esprimersi col più classico dei moduli, il 4-4-2. I riferimenti nel pacchetto arretrato sono senza dubbio Fogacci, alla sua terza stagione col San Marino, e Pelagatti, duttile difensore, in grado di giocare sia in fascia che da marcatore e con un discreto vizio del gol (tre quelli messi a segno nel torneo passato). Il volto nuovo è quello di Galuppo, centrale di sicuro affidamento, prelevato dal Foligno, di cui è stato una delle pochissime note positive a cospetto della retrocessione degli umbri: anche lui molto abile sulle palle inattive, ha chiuso la stagione 2011/2012 con quattro gol realizzati.
Per quanto riguarda il centrocampo, il nome importante è quello di Poletti, una sorta di icona a San Marino, dal momento che questa è la sua quarta stagione dalle parti della Repubblica dei Due Santi. Grinta e piedi buoni tracciano il suo profilo, sempre abile balisticamente (le nove reti del campionato scorso lo testimoniano). Acquisto di spessore invece Lunardini: mediano dalla buona visione di gioco, reduce da due esperienze poco fortunate a Trieste e Gubbio, entrambe in B e terminate con altrettante retrocessioni, sicuramente un lusso per la categoria. Fondamentali nei meccanismi della squadra anche l’esperienza e il senso tattico di Pacciardi.
In attacco il San Marino affida le sue fortune a Chiaretti, sperando che l’attaccante (falcidiata dagli infortuni la sua carriera) si possa esprimere con continuità. I tanti stop ne hanno evidentemente rallentato la carriera, di lui si parlava come un grande centravanti (chiedere dalle parti di Cesena). Attenzione poi alla freschezza ed imprevedibilità di Defendi (buona stagione con cinque gol al Feralpi Salò) e Coda, due ragazzi di talento con molta voglia di mettersi in mostra.
