L’AVVERSARIO – Matricola di lusso con tanta voglia di stupire: la Fidelis Andria di D’Angelo
Dopo un’attesa lunga quasi quattro mesi, riparte il campionato di Lega Pro per il Lecce del nuovo corso con al timone un Antonino Asta voglioso di stupire, e per la prima giornata non si poteva chiedere incrocio migliore di un derby pugliese. Domani sera, infatti, sarà ospite dei giallorossi la Fidelis Andria di Luca D’Angelo, al ritorno tra i professionisti dopo due anni di purgatorio tra i Dilettanti e pronta a mettere i bastoni tra le ruote a qualche big lungo la strada per evitare la retrocessione. Per uscire indenni dal “Via del Mare”, i Leoni punteranno non solo sull’entusiasmo tipico della neopromossa, ma anche su i tanti elementi arrivati da un mercato di spessore.
La Fidelis Andria cercherà dunque di partire bene nella stagione del suo ritorno in terza serie, categoria in cui ha militato per la prima volta nella stagione 1989/90, dopo che nei primi settant’anni di storia (la società andriese è stata fondata nel 1920) aveva partecipato soprattutto a campionati di Serie D e C2. Agli anni novanta sono legati i ricordi più belli per i tifosi biancazzurri, con la storica prima promozione in Serie B del 1992 a cui hanno fatto seguito, con l’interruzione del ’95-’96 sei anni tra i cadetti (l’ultimo nel 1998/99) prima di un quindicennio, quello 2000-2015, caratterizzato da ben due rifondazioni e quattro retrocessioni. Proprio ai tornei che la Fidelis ha disputato in Serie B risalgono tutti i precedenti con il Lecce in campionato, per un bilancio che vede attualmente avanti i biancazzurri per 3 vittorie a 2. I due successi giallorossi si sono registrati rispettivamente nel primo (2-3 al “Degli Ulivi”) e nell’ultimo (1-0 al “Via del Mare” con gol di Bellucci al 97′) dei sei precedenti totali in campionato, tra cui si segnala l’unico pareggio (0-0) nella gara del 26 settembre 1998. I più recenti incontri assoluti tra le due compagini risalgono invece alla Coppa Italia 1999/2000, ed in quel doppio confronto furono in entrambi i casi i salentini a prevalere nettamente: 3-0 all’andata ed 1-4 al ritorno.
Quella che si presenta ai blocchi di partenza del Girone C di Lega Pro 2015/2016 è una Fidelis Andria giovane ed ambiziosa, come ambizioso è il suo presidente Paolo Montemurro. Sulle ali dell’entusiasmo per il doppio salto di categoria che in due anni ha portato il club della BAT dall’Eccellenza alla Lega Pro, il proprietario arrivato nel giugno di quest’anno alla guida della società ha dichiarato ai tifosi biancazzurri come il nuovo progetto preveda un ritorno tra i cadetti entro i tre anni, facendo infuocare ulteriormente gli animi dei già caldi supporter del suo club. Montemurro sembra aver mantenuto le promesse circa l’allestimento di una squadra competitiva ed all’altezza della categoria, mettendo a disposizione di D’Angelo una rosa di buona caratura. Il traguardo da raggiungere è, e non potrebbe essere altrimenti, la salvezza, ma non è detto che se quest’ultima dovesse essere alla portata con ampio anticipo, le ambizioni della Fidelis non potrebbero cambiare in corsa ed al rialzo gli obiettivi stagionali.
Molto dipenderà da come saprà muoversi il tecnico Luca D’Angelo. L’allenatore abruzzese, arrivato per raccogliere l’eredità di Favarin, vanta un curriculum non lunghissimo ma che contiene già le buone esperienze alla guida di Rimini ed Alessandria, che lo hanno reso una prima scelta in estate per la società pugliese. D’Angelo ha già dimostrato nelle stagioni scorse di saper lavorare con i giovani, e la speranza dell’ambiente biancazzurro è che il promettente tecnico dimostri sul campo e con risultati positivi già dalle prime uscite quanto di buono si dice sul suo conto.
Di certo l’ex allenatore dell’Alessandria disporrà, per il suo 4-3-1-2, di una rosa di tutto rispetto, a partire dal portiere Poluzzi, già titolare con Carpi e Giacomense e che D’Angelo ha voluto portare con sé dopo le ultime due stagioni insieme in Piemonte. In difesa la società ha deciso di puntare sull’esperienza dei non proprio indimenticabili ex Lecce Vittorio Ferrero (visto pochissimo due stagioni fa) e Mariano Stendardo (compagno di Camisa nella Primavera giallorossa campione nel 2003/2004), e dell’esterno Cortellini, oltre che sulla freschezza dell’ex Gubbio Tartaglia e di Matteo Fissore, centrale Campione d’Italia in carica con la primavera del Torino come il promettente attaccante Morra. A centrocampo chiavi in mano al figlio d’arte Bisoli, coadiuvato dal più esperto Piccinni, mentre la fantasia è quasi tutta relegata all’ex Bari Strambelli, che proverà ad imbeccare la giovanissima coppia d’attacco formata da Grandolfo (di lui si ricorda una storica tripletta a Bologna nell’ultima giornata della Serie A 2010/2011) e Morra.
